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Belgio, Liegi: uomo spara e uccide due poliziotti e un passante. Autorità: è terrorismo

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Belgio, Liegi: uomo spara e uccide due poliziotti e un passante. Autorità: è terrorismo

Belgio, Liegi: uomo spara e uccide due poliziotti e un passante. Autorità: è terrorismo
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REUTERS/Francois Lenoir
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Questa mattina, martedì 29 maggio, un uomo ha sparato e ucciso due poliziotti e un passante a Liegi, in Belgio. Risultano inoltre altri due agenti feriti. Le autorità stanno trattando il caso come un attacco terroristico.

Cosa sappiamo finora

  • Il bilancio della sparatoria a Liegi è di quattro morti: due ufficiali della polizia, un passante e l'attentatore;

  • altri due agenti sono stati feriti;

  • prima di essere abbattuto, l'assalitore ha preso in ostaggio una donna in una scuola secondaria;

  • la procura federale ha preso in carico le indagini classificando l'atto come terrorismo

La cronaca

La sparatoria è avvenuta alle 10.30 del mattino sul boulevard d’Avroy, quando un uomo ha aperto il fuoco contro degli agenti all'altezza del café des Augustins, usando un'arma sottratta a uno di loro e prendendo, successivamente, una donna in ostaggio nei pressi di un edificio scolastico.

Oltre ai due poliziotti, l'assalitore ha ucciso anche un passante in automobile prima di entrare nell'ateneo Léonie de Waha, un 22enne che era seduto sul lato passeggeri della vettura.

Il killer è stato però subito neutralizzato dagli agenti accorsi immediatamente sul posto. La donna non ha riportato ferite, e gli alunni della scuola sono al sicuro.

Altri due poliziotti sono rimasti feriti alle gambe nel corso della sparatoria.

La procura locale ha aperto un fascicolo per terrorismo, hanno confermato fonti del Ministero degli Interni al quotidiano belga LaLibre.

Queste le parole del procuratore federale belga, Philippe Dulieu:

"Questa mattina alle 10.30 un individuo con un coltello ha seguito due agenti, li ha assaliti dalle spalle colpendoli diverse volte e poi si è impossessato delle loro armi di servizio uccidendoli. Successivamente ha attaccato un'autovettura sparando a un giovane di 22 anni seduto al lato passeggeri, e uccidendo anche lui. L'assalitore ha poi proseguito entrando nel plesso scolastico superiore Léonie de Waha prendendo in ostaggio una donna che lavora all'interno. la polizia è pero' intervenuta e ha neutralizzato l'assalitore che nel frattempo ha reagito sparando contro gli agenti ferendoli alle gambe ma alla fine l'uomo è stato ucciso"

Il vicepremier, il ministro dell'Interno belga, Jan Jambon, e il presidente Macron hanno tutti espresso la loro vicinanza alle famiglie delle vittime.

Emersa l'identità dell'attentatore, sebbene non confermata ufficialmente

Per la tv belga Rtbf, l'autore sarebbe Benjamin Herman, nato nel 1982, un passato da criminale comune entrato e uscito varie volte di prigione. L'ultima ieri, per un congedo. Violento e solitario, non è conosciuto per radicalismo ma la polizia indaga ora se possa essersi radicalizzato in prigione. Secondo quanto riporta oggi (29 maggio) l'ANSA, inoltre il Killer aveva gia' beneficiato di 13 permessi penitenziari da 2 giorni, oltre a 11 da un giorno senza problemi, ed era quindi difficile immaginare che sarebbe successo qualcosa alla quattordicesima volta. Lo ha affermato il ministro della giustizia del Belgio Koen Geens, aggiungendo che il 31enne era in carcere dal 2003 e che sarebbe dovuto uscire di prigione nel 2020, motivo per cui stava preparando il suo reinserimento per cui aveva ottenuto i permessi di uscita.

La circostanza del fermo dell'uomo per un controllo di routine non è stata confermata dalle autorità, ma confermata è invece l'ipotesi che l'attentatore abbia disarmato uno dei poliziotti aprendo il fuoco.

REUTERS/Francois Lenoir

Media locali quali la "Libre Belgique" e la "Dernière Heur" hanno affermato che l'assalitore avrebbe gridato 'Allah è grande' prima di essere abbattuto dagli agenti. Non c'è tuttavia ulteriore conferma a queste prime notizie.

Il premier belga Charles Michel, come è emerso nelle ultime ore, al termine della riunione del Consiglio di sicurezza convocato dopo la sparatoria nella città, ha affermato che Il killer di Liegi non era tra gli schedati come sospetti radicalizzati del Belgio. Il suo nome - ha detto - compare solo in modo indiretto in tre dossier: due rapporti della Sicurezza di stato e uno della polizia che riguardavano anche "altre persone e altre situazioni.