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Iran, cresce il timore di una nuova crisi economica

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Iran, cresce il timore di una nuova crisi economica

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Con il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare iraniano, tra i cittadini della Repubblica islamica va prendendo corpo la paura di una nuova crisi economica. Nel 2016, con l'allentarsi delle sanzioni previsto dall'accordo, l'economia iraniana era sembrata ripartire di slancio, con una crescita del prodotto interno lordo pari a 12,5 punti percentuali; ma già nel 2017 il ritmo era rallentato scendendo al 3,5 per cento.

A fare da cartina di tornasole rispetto al timore di una crisi, c'è anche l'andamento monetario: nei sei mesi precedenti all'annuncio di Trump, man mano che un ritiro statunitense dall'accordo è apparso sempre più probabile, il Rial iraniano ha più che dimezzato il suo valore rispetto al dollaro americano, toccando un minimo storico proprio in seguito al ritiro.

Nel frattempo, tra il 2016 e il 2017 l'inflazioneè cresciuta di un altro punto percentuale e mezzo arrivando a un tasso del 10,5 per cento.

Proprio la perdita di potere d'acquisto e l'aumento del costo della vita sono state, tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018, tra le cause scatenanti din un'ondata di proteste che ha investito tutto il paese, a differenza di quanto accadde nel 2009 quando le manifestazioni riguardarono solo i centri urbani. ,

Nel 2016 il paese è inoltre riemerso come un importante esportatore di petrolio dopo la revoca delle sanzioni internazionali in cambio di restrizioni sul suo programma nucleare.

La maggior parte delle esportazioni di petrolio vanno a finire in Asia, Turchia ed Europa: ma ora gli acquirenti di greggio iraniano dovranno segliere se frenare le loro importazioni entro i prossimi sei mesi o prepararsi ad affrontare dure sanzioni. Un ultimatum che ha fatto schizzare il prezzo al barile al massimo storico registrato negli ultimi tre anni