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Giustizia, ecco quello che la Spagna chiede in questi giorni

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Giustizia, ecco quello che la Spagna chiede in questi giorni

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C‘è stata una svolta sorprendente ma logica in Spagna questa settimana. L’organizzazione terroristica basca ETA ha annunciato il suo scioglimento e la cessazione delle sue attività, mettendo fine a una campagna di guerriglia durata quasi sessant’anni.
Nel 2011 l’Eta ha dichiarato un cessate il fuoco e l’anno scorso ha consegnato le armi, portando a termine l’ultima grande insurrezione in Europa occidentale.
Solo poche settimane fa, l’ETA ha chiesto scusa alle sue vittime – le famiglie di circa 850 persone uccise.
La lotta per l’indipendenza basca non è iniziata con l’ETA, ma il gruppo terroristico l’ha portata su piano omicida. Le violenze iniziarono a intensificarsi negli anni ’60, quando il gruppo assassinò politici e funzionari, in particolare il successore scelto dal generale Franco, Luis Carrero Blanco, nel 1973.
Nel 1987, l’ETA fece detonare un’autobomba in un supermercato di Barcellona, ​​uccidendo 21 persone, tra cui una donna incinta e due bambini.
Atti di violenza del genere negli anni hanno trasformato l’opinione pubblica in Spagna e in Europa, inorridite dagli eventi, schierandosi contro gli autoproclamati combattenti per la libertà.
Forse è questa la ragione principale, insieme al successo delle forze dell’ordine in Spagna e Francia, dello scioglimento dell’ETA. La notizia è stata accolta con sollievo in Spagna, ma anche con un certo risentimento e amarezza.

Molti omicidi legati all’ETA non sono mai stati risolti e molte vittime non sono state risarcite. Ma una cosa su tutte queste persone chiedono: la giustizia.
In effetti, questa settimana la parola giustizia è stata molto usata in Spagna, ma non significa la stessa cosa per tutti.
Un tribunale ha assolto cinque uomini per lo stupro di gruppo di un’ adolescente durante la festa di San Fermin a Pamplona due anni fa, condannandoli per il reato minore di abusi sessuali. In Spagna sono scoppiate proteste di massa in tutto il Paese. Migliaia di persone hanno gridato “No significa no” e “Vogliamo giustizia”.
La portata delle proteste mostra quanto la società spagnola sia cambiata negli ultimi decenni, mentre un certo machismo violento sembra non essersi fermato.
Il governo spagnolo sta prendendo in considerazione una modifica del codice penale per garantire che i crimini sessuali siano puniti più duramente.

Quest’ azione legislativa da parte di Madrid sembra essere semplice rispetto alla più grande battaglia sul bilancio post-Brexit che l’UE ha lanciato questa settimana.
La bozza di proposta della Commissione europea ha già innescato qualche scaramuccia tra gli Stati membri su come colmare il vuoto nelle casse lasciato dall’uscita della Gran Bretagna.
Gli olandesi si rifiutano di contribuire di più, mentre i francesi rifiutano di ridimensionare gli aiuti per l’agricoltura. I polacchi, invece, temono negoziati duri per raggiungere un compromesso unanime necessario per mettere in atto il bilancio.

Ed ecco cosa succederà la prossima settimana:

Lunedì, Vladimir Putin presterà giuramento come presidente della Russia a Mosca per la quarta volta. L’inaugurazione segna l’inizio di un altro mandato di sei anni.

Giovedì ad Aquisgrana, il presidente francese Macron riceverà il prestigioso Premio tedesco Carlo Magno per il contributo dato all’unità in Europa. Il premio prende il nome dal re franco dell’ottavo secolo, Carlo Magno, spesso definito il “padre dell’Europa”.

E sabato, i fan della musica pop europea si emozioneranno durante la finale della 63a edizione dell’Eurovision Song Contest che si svolgerà a Lisbona.
L’anno scorso, 180 milioni di persone hanno visto l’Eurovision Song Contest, il che rende la competizione musicale annuale più lunga al mondo uno degli eventi più popolari in Europa.

Tuttavia, niente in confronto alla Coppa del mondo.
Più di 3,2 miliardi di persone, quasi la metà dell’umanità, hanno seguito il torneo di calcio in Brasile nel 2014.
La gente è talmente ossessionata dal calcio che il presidente della FIFA intende proporre una sorta di mini-Coppa del Mondo ogni due anni, oltre alla tradizionale competizione, che si tiene ogni quattro.
La FIFA ha dichiarato che la proposta è parte di un ambizioso piano di riforma del calcio internazionale.
A proposito, se per qualsiasi motivo, non siete in grado di entrare in uno stadio per sostenere la vostra squadra preferita, provate a fare quello che ha fatto un tifoso in Turchia: affittare una gru per guardare la partita.
Secondo i media locali, il ragazzo aveva ricevuto il divieto di entrare in uno stadio per un anno, ma questo non ha fatto venir meno l’amore per la sua squadra, anzi.
E indovinate un po ‘: la sua squadra ha vinto 5 a zero.