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Facebook: un modello di business sotto accusa

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Facebook: un modello di business sotto accusa

Facebook: un modello di business sotto accusa
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REUTERS/Stephen Lam
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Mark Zuckerberg di fronte ai sentaori statunitensi ha ammesso: "non avevamo una visione sufficientemente ampia della nostra responsabilità e questo è stato un grave errore. È stato un mio errore e mi dispiace. Io ho fondato Facebook, lo gestisco e sono responsabile di quello che succede".

Non è la prima volta che il patron di Facebook si assume la sue responsabilità.

Ma l'azienda resta sotto tiro da quando è iniziata la campagna presidenziale negli Stati Uniti, dove è andato tutto storto.

In un posto del 4 febbraio scorso, con lo scandalo Cambridge analytica alle porte, Zuckerberg scriveva: "Oggi è il 14° compleanno di Facebook. È un momento per riflettere su dove siamo arrivati e cosa deve migliorare. Nel corso degli anni ho commesso tanti errori. Mi sono fidato delle persone sbagliate e ho messo le persone di talento nei ruoli sbagliati".

Facebook ha apportato alcuni cambiamenti dando priorità alle interazioni tra persona e persona.

E nel corso della pubblicazione del bilancio del 2017 Zuckerberg postava: "stiamo incoraggiando le connessioni tra le persone, piuttosto che il consumo passivo di contenuti".

Una mossa che ha ridotto il tempo trascorso sul social network, ma non ha frenato l'arrivo di nuovi utenti:

Gli utenti attivi ogni mese sono oltre 2 miliardi con un incremento del 14%

Ogni giorno 1 miliardo e 400 milioni di utenti si connettono al portale

Da qui la domanda dei senatori statunitensi: come fa i soldi Facebook?

"Come si sostiene un modello di business in cui le persone non pagano per il servizio?", gli ha chiesto il senatore Repubblicano, Orrin Hatch.

"Senatore, pubblichiamo annunci pubblicitari", ha risposto Zuckerberg.

Il fatturato totale del 2017 del colosso web è stato di oltre 40 miliardi di dollari (+47%), di cui 39.9 miliardi di introiti pubblicitari.

Quindi, cos'è Facebook?

"Cosa siete voi, un'azienda tecnologica o il più grande editore al mondo?", ha chiesto il senatore Dan Sullivan.

"Ci sentiamo responsabili dei contenuti della nostra piattaforma? La risposta è chiaramente sì, ma non credo che questo sia incompatibile con il fatto che siamo fondamentalmente un'azienda tecnologica dove la cosa principale che facciamo è assumere ingegneri e costruire prodotti", ha replicato Zuckerberg.