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Germania, ambientalisti contro Merkel dopo i ripensamenti sul clima

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Germania, ambientalisti contro Merkel dopo i ripensamenti sul clima

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Ambientalisti sul piede di guerra in Germania, dove la nascente coalizione tra i cristianodemocratici di Angela Merkel e i socialisti di Martin Schulz sembra decisa a posticipare di dieci anni la riduzione delle emissioni di Co2 originariamente prevista per il 2020.

Attivisti di Greenpeace si sono radunati di fronte alla sede dell'Spd, la formazione guidata da Schulz, che nell'ultimo congresso, con una risicata maggioranza, ha deciso di avviare colloqui per un'intesa con la Cdu di Angela Merkel: una scelta che deve ancora passare al vaglio dei 440mila iscritti al partito, e l'ambiente potrebbe rappresentare un punto dirimente. 

In campagna elettorale, infatti, entrambe le formazioni si erano dette decise a non ritoccare gli obiettivi climatici, che prevedevano una riduzione del 40 per cento delle emissioni di gas serra entro il 2020; ma ad oggi, in realtà, non esiste un piano per la chiusura delle 150 centrali a carbone ancora attive nel paese

"La grande coalizione ha annunciato ieri di voler rinunciare all'obiettivo climatico per il 2020 - ha dichiarato Anike Peters, attivista tedesca di Greenpeace  - e riteniamo che questo sia inaccettabile. Chiediamo che queste decisioni siano riviste negli accordi di coalizione, e che le prime centrali elettriche a carbone siano disattivate già da aquest'anno, così che la Germania possa ottemperare ai suoi obiettivi di protezione del clima".