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Berlino, 10.316 giorni esatti con e senza Muro. Il cerchio si chiude?

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Berlino, 10.316 giorni esatti con e senza Muro. Il cerchio si chiude?

Berlino, 10.316 giorni esatti con e senza Muro. Il cerchio si chiude?
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REUTERS/Fabrizio Bensch/File Photo
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"Oggi è un giorno storico per la Germania. Il Muro di Berlino è stato 'abbattuto' per lo stesso numero dei giorni in cui è stato in piedi, 10.316 giorni", si legge in questo tweet della Nato con hashtag #Zirkeltag, che si può tradurre come "chiusura del cerchio".

La barriera fatta di cemento e filo spinato ha diviso una città, ma più simbolicamente due mondi opposti per 28 anni, due mesi e 26 giorni. "Una situazione molto assurda, inusuale e dolorosa, soprattutto all'inizio. Il Muro è sorto dalla sera alla mattina separando la città in due. Famiglie, amici, amanti si sono ritrovati scissi senza sapere per quanto tempo la cosa sarebbe durata", ha commentato Axel Klausmeier, direttore della fondazione Berlin Wall alle telecamere dell'organizzazione internazionale.  

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Il 13 agosto 1961 venne eretto, il 9 novembre 1989 venne abbattuto. Il cerchio si chiude il 5 febbraio 2018, #Zirkeltag. 

"La città non dimenticherà mai le ferite di questa lunga separazione", scrive Spiegel Online, pubblicando una gallery di raffronti prima/dopo di celebri punti della città in cui la presenza della barriera invalicabile è stata particolarmente simbolica - ad esempio, il Checkpoint Charlie.

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Nella Capitale, per questo martedì 6 febbraio si moltiplicano gli inviti per il Mauergleiche Party, si legge su EastWest che si chiede, assieme a Schließ, se organizzare una festa non sia una mancanza di rispetto verso le 139 vittime - questa la cifra ufficiale - che nel tentativo di fuggire da Berlino est a Berlino ovest sono state uccise. L'ultimo di loro si chiamava Chris Gueffroy, 20 anni, e morì nel 1989.

Eppure un party è sempre meglio rispetto all'oblio, l'assenza dalla memoria, qualcuno potrebbe obiettare.

Sono stati scavati circa 75 tunnel per facilitare il passaggio da un "blocco" all'altro, ricorda DW. Molti di coloro che tentarono l'impresa sparirono e di loro non si seppe più nulla. 

Tante sono le retrospettive, mostre e gli eventi programmati in ogni modo per marcare questo anniversario in attesa del 9 novembre 2019, quando ricorrerà il trentesimo anniversario dalla caduta del Muro. Ma nella "capitale della memoria - come è stata soprannominata Berlino dal quotidiano Tagesspiegel - non è stata accolta la richiesta di costruire un monumento alla memoria delle vittime del regime", aggiunge EastWest.

REUTERS/Thomas Peter/File Photo

Disparità economica, disoccupazione, identità post-bellica, religione... sono passati 28 anni, scrive il Corriere, eppure qualcosa di profondo separa ancora le due metà della Germania.

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