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"Macedonia": disputa sul nome e guerra (politica) sui numeri

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"Macedonia": disputa sul nome e guerra (politica) sui numeri

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Foto: REUTERS/Costas Baltas
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Un milione e mezzo o 150.000 partecipanti? La guerra sui numeri è una questione politica

Ad eco ancora vive degli slogan che domenica hanno risuonato per le vie di Atene, la disputa sull'impiego del nome "Macedonia" per designare la vicina ex repubblica yugoslava, si sposta sui numeri della partecipazione. Un milione e mezzo secondo gli organizzatori, meno di un decimo per il governo Tsipras, che ne fa una questione politica e difende le aperture del primo ministro a Skopje per trovare un compromesso. 

"Centro-destra, nazionalisti ed estrema sinistra non sono riusciti a mobilitare"

Il Ministro degli esteri greco Nikos Kotzias ai microfoni di euronews: "Partecipazione al di sotto delle attese. Centro-destra, destra nazionalista, estrema sinistra e Chiesa non sono riuscite a mobilitare"

A relativizzarne la portata è ai microfoni di euronews il Ministro degli esteri Nikos Kotzias, che parla di partecipazione al di sotto delle attese degli organizzatori. Appoggio di centro-destra, destra nazionalista, estrema sinistra e Chiesa ortodossa non sono bastate a mobilitare la piazza, è il ragionamento di Atene, che tira quindi dritto nella ricerca di una soluzione condivisa con Skopje. 

Atene: "Noi almeno stiamo sollevando il dibattito e preparando i cittadini. Skopje nemmeno quello"

"Aspettiamo che Skopje chiarisca che genere di aggettivo anteporebbe al termine Macedonia - dice ancora Kotzias, in riferimento alle ventilate ipotesi di Nova Macedonia o Macedonia del Nord -. Noi stiamo almeno sollevando il dibattito. A preoccuparmi è che l'altra parte non sta facendo altrettanto per sondare i cittadini e preparare il terreno". 

Juncker a Skopje: una visita a rischio polemiche (e strumentalizzazioni) 

A rischio strumentalizzazione e polemiche, anche la tappa che il presidente della Commissione europea Juncker farà a Skopje alla fine del mese, durante un tour dei Balcani occidentali. "La visita era stata pianificata e annunciata da tempo - fa il pompiere il portavoce di Juncker -. Il Presidente conosce bene la zona da quando era primo ministro del Lussemburgo, e considera di grande importanza il complesso del quadro regionale". 

Atene spera insomma di trovare una sponda a Bruxelles, ma i manifestanti bloccano: "Rubarci il nome Macedonia equivale a rubarci la storia - dicono -. La Macedonia di Alessandro il Grande è una sola. E una regione del nostro Paese".