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Francia: ritorno alla "quasi normalità" nei penitenziari

Questo lunedì si registrano scioperi dei secondini in sole 7 prigioni francesi. Ma alcuni sindacati chiedono ulteriori proteste, contro il pre-accordo firmato con la Ministra della Giustizia

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Francia: ritorno alla "quasi normalità" nei penitenziari

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Si ritorna quasi alla normalità nelle prigioni francesi, dopo oltre due settimane di mobilitazione dei secondini. Questo lunedì, in soli sette penitenziari transalpini ci sono state ulteriori proteste, ma senza il blocco che aveva caratterizzato gli scioperi dei giorni precedenti. Venerdì due sindacati, UFAP-UNSA,  avevano firmato un pre-accordo con il governo, con la Guardiasigilli Nicole Belloubet, che aveva chiesto alle guardie di riprendere il lavoro.

"Molti sono infastiditi e sono d'accordo con noi. Dopo 12 giorni di intensa mobilitazione, raccogliere solo briciole è molto deludente e demoralizzante", si lamenta un agente penitenziario.

"Lo trovo offensivo, per la mobilitazione, per il lavoro che facciamo oggi e per il riconoscimento di cui abbiamo bisogno", dichiara un altro agente, che alla domanda di un giornalista sul perché non ci sia stato un nuovo blocco, risponde: "Semplicemente perché la ministra ha deciso di usare le maniere forti. Minaccia con delle sanzioni come la revoca, o la confisca di metà stipendio qualora ci fosse un altro blocco".

Il progetto del governo prevede misure per migliorare la gestione dei prigionieri radicalizzati, rafforzare la sicurezza degli agenti, creare 1.100 posti di lavoro aggiuntivi e oltre 30 milioni di euro da stanziare per gli stipendi, con un aumento di 1.150 euro all'anno per agente. I sindacati CGT e FO non sono contenti di quest'accordo e chiamano a raccolta i lavoratori per i prossimi giorni, menzionando possibili blocchi di tribunali e prefetture.