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Argentina. Sottomarino San Juan: la rabbia dei familiari

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Argentina. Sottomarino San Juan: la rabbia dei familiari

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A Mar del Plata il dolore e la rabbia di familiari e amici dei 44 marinai del sottomarino ARA San Juan. Il dolore nell'incertezza sulla sorte dell'equipaggio e la rabbia per la decisione della Marina di sospendere le ricerche.

"Stanno tutti con le mani in mano come se questi marinai non fossero nemmeno argentini" si dispera un manifestante.

A ormai 3 settimane dall'ultimo contatto, viene esclusa la possibilità di recuperare i marinai argentini.

"È per i nostri eroi. È perché vogliamo che continuino le ricerche per recuperarli, li vogliamo qui. Trovateli e portateli indietro" dice Marcela Moyano, moglie di Hernan Rodriguez, uno dei marinai dispersi.

La Marina Argentina si è messa intanto a disposizione della giustizia dopo l'avvio di un'indagine per determinare se le ricerche siano state avviate troppo tempo dopo l'ultimo contatto con l'equipaggio che aveva segnalato un'avaria.

"C'è un'area massima d'estensione per le ricerche, un'area definita in base all'orario compatibile con una esplosione, tenuto conto del margine irriducibile di errore" ha detto Enrique Balbi, portavoce della Marina Militare Argentina, motivando la fine delle operazioni di ricerca.

Il 15 novembre l'equipaggio ha segnalato un'avaria allo snorkel del sottomarino, avaria che avrebbe innescato un principio di incendio. Le ricerche sono cominciate 48 ore dopo.