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Il rutenio-106 è pericoloso? Cosa sappiamo della nube radioattiva in Russia

Per la prima volta la Federazione Russa ha ammesso un qualche tipo di incidente nucleare

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Il rutenio-106 è pericoloso? Cosa sappiamo della nube radioattiva in Russia

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“Lo scorso settembre il sistema di monitoraggio automatico ha registrato un incremento di rutenio-106 in Russia, Polonia, Bulgaria e Ucraina ma la sua concentrazione nel territorio della Federazione Russa era migliaia di volte sotto i livelli di guardia e non ha mai posto rischi per la popolazione”.

Queste sono parole di Maxim Yakovenko, capo del servizio di monitoraggio Idrometrico ed Ambientale russo (Rosidromet), rilasciate all’agenzia Tass. Yakovenko ha sottolineato che l’agenzia non sta conducendo analisi per rintracciarne la sorgente. “Perché farlo se non vi è pericolo? Lasciamo che lo facciano coloro i quali hanno interesse a farlo”, ha aggiunto. Greenpeace ha chiesto all’agenzia atomica della Russia (Rosatom) di fare chiarezza e di avviare un’indagine per chiarire quale sia stata la causa dell’aumento di rutenio-106 nell’aria.

Rosatom, proprietaria dell’impianto degli Urali di Mayak, indicato da diverse fonti come il responsabile della contaminazione, ha smentito ogni responsabilità. “Nel 2017 non vi è stata produzione di rutenio-106 a Mayak, le emissioni nell’atmosfera sono nella norma così come le radiazioni di base”, ha smentito ogni responsabilità la Rosatom, conglomerato atomico russo, proprietaria dell’impianto degli Urali di Mayak e indicata da diverse fonti come il responsabile della contaminazione.


Cos‘è successo
Verso la fine di settembre 2017, le stazioni di monitoraggio di diversi paesi europei hanno iniziato a rilevare la presenza di rutenio-106 nell’ atmosfera. Come si legge sul Post, è stato lo stesso servizio meteorologico russo Rosgidromet a confermare concentrazioni “estremamente alte” dell’isotopo radioattivo in alcune aree del paese, confermando le ipotesi delle agenzie per l’ambiente europee.

Cos‘è il rutenio
Trattasi di un prodotto della fissione nucleare (o scissione degli atomi) all’interno di un reattore – ovvero il processo utilizzato nelle centrali atomiche per produrre energia elettrica – e può anche essere il risultato dell’utilizzo delle radiazioni in ambito medico. E’ un isotopo radioattivo che non si verifica naturalmente: anche concentrazioni minime nell’atmosfera indicano un incidente di qualche tipo. Anders Ringbom, responsabile della ricerca dell’Agenzia svedese nel settore della difesa, afferma che non è mai più stato rilevato nell’atmosfera dai tempi di Chernobyl, nel 1986.


E’ pericoloso?
Il rutenio-106 stato rilevato in tutta Europa – inclusi Budapest, Bucarest, Stoccolma, Praga e Milano – ma non a livelli dannosi per la popolazione, dicono gli esperti. Alcune piccole quantità sono state monitorate anche a Nizza, Ajaccio e Seyne-sur-Mer, vicino Tolone. Ma che dire del pericolo per le popolazioni più vicine al luogo dell’ incidente?

Jean-Christophe Gariel, dell’Istituto francese per la protezione radiologica e la sicurezza nucleare (IRSN), ha dichiarato che se l’incidente fosse occorso in Francia avrebbe potuto condurre ad evacuazioni in un raggio di uno o due chilometri intorno al sito dell’incidente. “Avremmo anche proibito i prodotti agricoli prodotti in un raggio di circa 20,30 o 40 chilometri intorno all’ impianto”, ha aggiunto.

Da dove viene il rutenio-106
Sia IRSN sia l’ agenzia tedesca protezione contro le radiazioni nucleari sono concordi nel dire che la fonte dell’emissione è sita nella zona degli Urali Meridionali. Rosatom ha contraddetto questi risultati dicendo che non ci sono tracce di rutenio-106 da nessuna parte, tranne a San Pietroburgo nel periodo compreso dal 25 settembre al 7 ottobre. Il 20 novembre però l’agenzia meteorologica russa Roshydromet ha pubblicato dati che coincidono con le conclusioni tedesche e francesi.

Le concentrazioni più alte sono state trovate in località intorno al complesso di Rosatom Mayak, riporta Greenpeace Russia. Mayak come abbiamo detto poc’anzi, è di proprietà di Rosatom. L’impianto, già teatro di un grave incidente nucleare nel 1957, quando saltò in aria un impianto di stoccaggio delle scorie, oggi è adibito al riciclo del combustibile nucleare ma ha negato di essere la fonte della contaminazione.

L’ Istituto di fisica nucleare del Kazakistan, che confina con gli Urali meridionali, ha affermato che non vi sono stati incidenti al suo reattore di ricerca scientifica né nelle sue due aree di prova dismesse nel Kazakistan occidentale.

Perché la nube si è spostata in Europa?
I dati di Roshydromet rivelano anche che le condizioni meteorologiche al momento dell’incidente avrebbero spinto la nube radioattiva verso l’Europa settentrionale e il Mediterraneo. Gariel ha detto che questo è insolito in quanto, normalmente, i venti soffiano da ovest a est e quindi la nube si sarebbe dovuta muovere nella direzione opposta. La mappa qui sopra, di IRSN, mostra i livelli di contaminazione (%) in Europa e fornisce un’indicazione del percorso seguito dalla nube.

E ora?
L’esperto, Jean-Christophe Gariel, sostiene che è difficile fare previsioni a causa delle smentite dalla struttura di Argayesh e di Rosatom. Greenpeace Russia ha inviato una lettera al pubblico ministero per chiedere un’indagine su un eventuale occultamento di incidente radioattivo.