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Seul: sanzioni alla Corea del Nord, ma i pacifisti chiedono dialogo

A poche ore dall'arrivo di Donald Trump in Corea del Sud

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Seul: sanzioni alla Corea del Nord, ma i pacifisti chiedono dialogo

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La Corea del Sud ha annunciato sanzioni contro i vicini del Nord: diciotto 18 banchieri nord-coreani, operanti in Cina, Russia e Libia e sospettati di essere coinvolti nel finanziamento del programma di armamento di Pyongyang, sono stati messi al bando dei rapporti commerciali.

Dice il portavoce del Ministero della riunificazione, Baik Tae-hyun :

Ci proponiamo di scoraggiare ogni volontà di transazione commerciale con la Corea del Nord. In modo tale da contribuire al blocco delle fonti di finanziamento in valuta estera che il regime potrebbe utilizzare per sviluppare armi di distruzione di massa.

È una misura prettamente simbolica, vista l’inesistenza di rapporti d’affari fra i due Paesi, Seul mostra di voler fare passi verso Washington, dopo che il presidente Moon Jae-In era stato accusato dalla Casa bianca di essere troppo conciliante. Moon si era finora sempre dichiarato a favore di una soluzione pacifica. E molti sudcoreani la pensano allo stesso modo. A Seul si sono svolte manifestazioni pacifiste per fare pressione su Pyongyang, ma anche su Trump.

Kim Yesug è un’attivista del movimento pacifista sud-coreano:

Dobbiamo fare pressione sulla Corea del Nord ma anche sugli Stati Uniti. Sono stati fatti passi in questo senso e vorremmo che anche il presidente Trump si muovesse in questa direzione per portare veramente la pace nella penisola coreana.

Pyongyang, che ha compiuto il suo sesto test nucleare in settembre, è già sottoposta a sanzioni dall’ONU.