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La "rivoluzione cubana" dei visti

Tensione altissima tra Washington e L'Avana: il ministro degli esteri cubano respinge le accuse di attacchi acustici e apre ai cubani d'America

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La "rivoluzione cubana" dei visti

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Prima di rifilare qualche stoccata a Trump, scroscianti applausi hanno accolto ad Washington il ministro degli esteri di Cuba, Bruno Rodriguez.
Nel corso di un incontro con la comunità cubana, ha dichiarato che ora – per figli e nipoti di cubani che vivono all’estero, non soltanto negli Stati Uniti, ma per ora cominciando proprio dagli Usa – sarà piu’ semplice ritornare a casa e visitare l’isola. Una vera e propria “rivoluzione cubana” dei visti.

“E finalmente eliminando il requisito della residenza, ora anche i figli dei cubani residenti fuori dal paese potranno ottenere la cittadinanza cubana e anche il documento d’identità. Il governo degli Stati Uniti si chiude, Cuba apre”, ha dichiarato il ministero degli esteri cubano.

Sul caso degli attacchi acustici all’ambasciata americana a L’Avana (22 diplomatici con danni all’udito, in diversi casi registrati tra la fine del 2016 e l’inizio di ottobre 2017), denunciati dallo stesso Trump, il ministro degli esteri cubano li ha definiti “totalmente falsi, una manipolazione politica”.

La tensione Usa-Cuba rimane altissima.