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L'ONU non accetta l'Isola di Spazzatura nel Pacifico come stato membro. Non ancora

La nuova nazione conterebbe già 132mila cittadini, tra cui il Nobel Al Gore. Avere possibilità 'francamente nulle' di essere riconosciuti è meglio che 'nulle'", rispondono gli attivisti che hanno coniato intanto passaporto e banconote

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L'ONU non accetta l'Isola di Spazzatura nel Pacifico come stato membro. Non ancora

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Bisognerà pazientare ancora. Per molto tempo. Le possibilità che una delle grandi isole galleggianti di spazzatura diventi il 194esimo stato membro delle Nazioni Unite sono “francamente nulle”, ammette Stéphane Dujarric.

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"E' un modo molto innovativo e creativo di portare l'attenzione su un problema che non viene percepito, data l'ubicazione di questo mucchio di rifiuti"

Stephane Dujarric de la Rivière, ONU

Il portavoce del Segretario Generale dell’ONU ha in pratica messo una pietra tombale sulle speranze degli attivisti ambientalisti che avevano inoltrato una provocatoria petizione alle Nazioni Unite. Lo scopo: attribuire dignità di stato all’enorme chiazza di immondizia che fluttua nell’oceano Pacifico.

“E’ un modo molto innovativo e creativo di portare l’attenzione su un problema che non viene percepito, data l’ubicazione di questo mucchio di rifiuti, ma che uccide la vita e inquina gli oceani. Tuttavia le chance che [la candidatura] venga accettata sono francamente nulle”, ha detto Dujarric durante una conferenza stampa lo scorso 25 settembre


La risposta dell’ONU a Lad Bible da LADbible Group su Vimeo.

Autori della richiesta: le ONG Plastic Ocean e dal sito satirico LadBible, che ha dedicato un’intera sezione all’iniziativa. Lì vi si legge che la dimensione del conglomerato di spazzatura ha raggiunto ormai quella della Francia.

La risposta ironica degli ambientalisti
I proponenti hanno annunciato la loro decisione di non fermarsi qui. La nuova nazione conterebbe già 132mila cittadini . Uno in più se Dujarric deciderà di aderire accettando il “pacchetto di benvenuto” che gli è stato inviato per posta e che contiene un passaporto dell’Isola di Spazzatura, una cartolina con la risposta del collettivo e un certificato di cittadinanza onoraria.


“Vogliamo diventare il 196esimo Stato del mondo”, scrivono (ma il conteggio ufficiale dei Paesi membri dell’ONU è di 193). “I nostri sforzi per diventarlo sono tesi ad ottenere l’abolizione dell’inquinamento da plastica e a salvare gli oceani. La nostra domanda deve percorrere una strada un po’ in salita, ma siamo ottimisti. Avere possibilità ‘francamente nulle’ è meglio che ‘nulle’”.

“Cinquant’anni se qualcuno avesse chiesto alle Nazioni Unite quante probabilità ci fossero di vedere un’isola di rifiuti grande come la Francia nel nord Pacifico, queste avrebbero risposto: “francamente nulle”. Eppure eccoci qui”.

L’obiettivo è quello di non abbassare il livello di dibattito su quello che è già stato definito il settimo continente di plastica e che ogni anno si arricchisce di milioni di detriti.

Dujarric potrebbe arricchire i ranghi di personalità di spicco che hanno sposato la causa. Tra questi, il campione olimpico Mo Farah, l’attrice Dame Judi Dench e l’ex vicepresidente USA AL Gore, Nobel per la pace 2007.

Gli autori della campagna non hanno lasciato nulla al caso. C‘è pure una banconota dalla grafica decisamente impattante.


Allo studio c‘è anche una squadra di calcio che porti i colori dell’Isola della Spazzatura. Ma prima che questa arrivi, la palla passa di nuovo all’Onu.

Qui è possibile sottoscrivere la petizione, che si pone come obiettivo le 150mila firme.