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Trovata la tomba di Babbo Natale: i suoi resti in Turchia, non in Italia?

Gli archeologi ritengono che le spoglie attribuite a San Nicola e portate a Bari nell'XI secolo apparterrebbero invece ad un prete locale

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Trovata la tomba di Babbo Natale: i suoi resti in Turchia, non in Italia?

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Un gruppo di archeologi in Turchia ritiene di aver trovato la tomba del vero Babbo Natale o, per meglio dire, di San Nicola. Il vescovo di Mira (oggi Demre) è infatti considerato protettore dei bambini e dispensatore di doni ma, soprattutto, la figura che ha ispirato la leggenda di Santa Claus.

Si ritiene che le reliquie del santo, morto a metà del IV secolo in Asia Minore (l’attuale Turchia), siano conservate nella cripta della Basilica di san Nicola di Bari, dove furono portate nel 1087 da un gruppo di marinai e sacerdoti baresi che era andato fino a Mira per impadronirsene.

Ma dei nuovi scavi hanno portato alla luce una tomba sotto una chiesa di Demre, capoluogo dell’omonimo distretto nella provincia di Adalia, Turchia. Potrebbe trattarsi dell’ultimo luogo di riposo di San Nicola, paladino della cristianità che ha ispirato la leggenda natalizia.

Il santo, un greco nato intorno al 280 d.C., divenne vescovo di Mira prima che il suo culto si diffondesse dopo l’editto di Costantino.

Il capo dell’autorità che vigila sui monumenti locali, Cemil Karabayram, ha dichiarato al quotidiano turco Hurriyet che è stato appunto scoperto un santuario, non corrotto dal passare dei secoli, durante le operazioni di monitoraggio digitale sotto la superficie su cui poggia la chiesa di San Nicola. Un apparecchio per la tomografia computerizzata, un geo-radar e otto esperti dell’accademia sono subito giunti sul posto per le fasi finali degli scavi.

Il luogo è un sito di pellegrinaggio che attira fedeli da tutta la Turchia, e non solo. Scavi archeologici sono in corso da 20 anni, come riporta la BBC

I resti portati a Bari apparterrebbero ad un altro prete, ha continuato Karabayram. Lo confermerebbero delle note trovate su alcuni documenti antichi. “Gli occhi del mondo sono puntati qui. Riteniamo che San Nicola sia sepolto in questo tempio e che le sue spoglie non abbiano subito danni. Siamo alle fasi finali. Se otterremo dei risultati, il turismo in Adalia guadagnerebbe slancio”.

Gli immigrati nordeuropei portarono con sé le leggende su San Nicola quando fondarono le prime colonie nel Nuovo Mondo, scrive National Geographic spiegando l’origine della leggenda di Santa Claus. I coloni olandesi, rimasti affezionati a san Nicola, diffusero il suo nome, “Sinterklaas”.

“Per molti decenni Santa Claus viene rappresentato con varie fattezze e con vestiti di varie forme e colori. Solo verso la fine del secolo XIX, grazie soprattutto alle illustrazioni di Thomas Nast, grande disegnatore e vignettista politico, si impone la versione “standard”: un adulto corpulento, vestito di rosso con i bordi di pelliccia bianca, che parte dal Polo Nord con la sua slitta trainata da renne e sta attento a come si comportano i bambini”.

Quanto ai resti nella cripta di Bari, analizzati negli anni ’50 da Catherine Wilkinson, un’antropologa forense della università di Manchester, essi restituiscono l’immagine di un uomo anziano, dalla pelle olivastra, il naso rotto forse nel corso delle persecuzioni, e barba e capelli grigi. Ne ha parlato la BBC nel documentario The Real Face of Santa
A Demre , comunque, esiste già un Santa Claus Museum: trattasi di una vecchia chiesa contenente un sarcofago attribuito al Santo conteso.

A Bari Vecchia non l’hanno presa bene, come si può vedere in questo video.