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Las Vegas: almeno 59 vittime, morto suicida l'assalitore, Isis rivendica

Non sarebbe un atto terroristico, ma l'azione di un lupo solitario, quella che ha sconvolto la notte della città del Nevada

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Las Vegas: almeno 59 vittime, morto suicida l'assalitore, Isis rivendica

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Notte di terrore a Las Vegas.

E’ di almeno 59 morti e oltre 500 feriti, di cui alcuni in gravi condizioni, il bilancio ancora provvisorio della sparatoria avvenuta durante un festival di musica country sulla Strip, la via più famosa della città del Nevada.


Un uomo ha sparato con un’arma automatica sulla folla che assisteva al concerto dai piani alti del casinò Mandalay Bay. La polizia ha raggiunto l’assalitore al 32esimo piano dell’edificio, trovandolo morto. Si sarebbe ucciso prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.


L’assalitore è un 64enne di Mesquite, una cittadina a 130 km da Las Vegas e si chiama Stephen Paddock. Sarebbe arrivato al Mandalay Bay il 28 settembre, chiedendo una camera ai piani alti della struttura. In camera le forzedell’ordine avrebbero trovato una decina di fucili. Secondo il fratello, che ha parlato con i media americani, non era un estremista religioso o politico e potrebbe essere ‘‘impazzito’‘. La sua compagna, una 62enne australiana di origini asiatiche, è stata raggiunta dalla polizia. Al momento non si sa se fosse a conoscenza del piano del convivente oppure no.


La polizia sta trattando l’accaduto come un’azione condotta da un lupo solitario e non un atto terroristico. Nonostante questo, è arrivata ore dopo la sparatoria la rivendicazione dello Stato Islamico.


Secondo quanto riportato da SITE, l’Isis considera l’azione un attacco perpetrato da un soldato dello Stato Islamico, che si sarebbe convertito all’Islam radicale negli ultimi mesi. L’Fbi ha subito smentito che ci siano legami tra Paddock e gruppi militanti.

‘‘Era interminabile’‘, dichiara una testimone oculare. ‘‘C’erano delle piccole pause, delle interruzioni tra i colpi, ma sembrava che non finisse mai. Sembrava che ogni raffica durasse 20 minuti e ogni volta che tornava il silenzio ci mettevamo a correre. Sul momento non ero sicura che fossero dei colpi d’arma da fuoco, finché non ci siamo fermati con i miei amici e ci siamo accorti che il ragazzo di fianco a noi aveva una ferita d’arma da fuoco”.

Las Vegas mass shooting

C’erano decine di migliaia di persone persone ad assistere al concerto. Quando sono iniziati gli spari, la gente presa dal panico ha cominciato a correre, nel tentativo di mettersi al riparo. Gli hotel Mandalay Bay, Luxor ed Excalibur Vegas sono stati isolati dalla polizia e i clienti bloccati all’interno. Chiuse anche le autostrade e le via di accesso all’aeroporto cittadino.