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Morto Hugh hefner

Si è spento a 91 anni il fondatore di Playboy

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Morto Hugh hefner

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Morto Hugh Hefner, fondatore di Playboy. Aveva 91 anni. Playboy ha diffuso un comunicato informando che Hefner si è spento per cause naturali mercoledì sera nella sua casa, circondato dai suoi familiari. Con la creazione della rivista, nel 1953, Hefner diede il via alla costruzione di un marchio ad oggi inconfondibile in tutto il mondo e ha lasciato il segno nella cultura della seconda metà del Ventesimo secolo incarnando una delle espressioni della rivoluzione sessuale.

“Mio padre ha vissuto una vita eccezionale, è stato pioneristico tanto nel campo dei media quanto della cultura e come portavoce di certi movimenti culturali e sociali significativi della nostra epoca. In particolare difendendo la libertà di espressione, quella sessuale e i diritti civili”, ha dichiarato suo figlio Cooper Hefner, direttore artistico di Playboy Enterprise, la casa madre di Playboy. “Ha definito uno stile di vita e una filosofia che restano ancorati nel cuore del marchio Playboy, uno dei più identificabili e duraturi della storia”, ha aggiunto.

Undici cose che forse non sapevate di Hugh Hefner

“Ho cercato di vivere in maniera tradizionale, ma non era davvero cosa mia” dichiarò una volta Hefner, sposato tre volte. Dai suoi matrimoni ha avuto 4 figli.

Playboy è stata la prima rivista pubblica a mostrare dei seni nudi in un’epoca in cui, nei film di Hollywood, le coppie dormivano in letti separati. Playboy ha rotto il tabù fin dal suo primo numero, con Marilyn Monroe sulla copertina. La rivista raggiunse il massimo della diffusione nel 1972 con sette milioni di copie e tracciò la strada per pubblicazioni ancora più audaci come Hustler e Penthouse. Playboy divenne anche un impero economico che comprendeva produzioni televisive e, dal 1969, i famosi Playboy Clubs con le hostess travestite da conigli (“Bunnies”).

Una volta in pensione, Hugh Hefner ha continuato per anni a partecipare alle decisioni della rivista, scegliendo le copertine e le playmate del mese.

Nel suo colloquio con l’AFP nel 2003, ha detto che sperava di “rimanere nella memoria delle persone come qualcuno che ha avuto un impatto positivo sulla modifica dei valori sessuali del tempo”. Non sorprende che Playboy sia stato spesso oggetto di reazioni sconvolgenti o accusato di oggettificare il corpo femminile. Le critiche più famose arrivarono dalla femminista Gloria Steinem, che dopo essere stata ingaggiata come “coniglietta” per qualche tempo all’età di 28 anni, aveva raccontato una vita di interminabili orari di lavoro, paghe bassi, dotazioni degradanti e volgare clientela.

Hefner rispose che la “filosofia di Playboy ha fatto bene a tutti”. “Le donne sono le principali beneficiarie dell’essersi sbarazzati delle vecchie nozioni ipocrite sul sesso”, ha detto a People Magazine nel 1985. Playboy aveva mostrato per la prima volta nelle sue pagine una donna musulmana con il velo in un articolo del settembre 2016 che aveva generato tanto lodi quanto critiche. Il novantenne è stato oggetto di un documentario prodotto dal gigante di vendita al dettaglio on-line Amazon.

Ovvia cascata di commenti pro e contro sui social media. Uno dei più divertenti, quello di un internauta che chiedeva sibiliino: Hefner è morto. Chissà se è andato in un posto migliore.