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L'inglese avrà ancora un futuro in Europa dopo Brexit?

I dati rivelano che nel 2015 l'83.5% degli alunni europei studiava la lingua di Shakespeare a scuola: un numero in crescita costante

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L'inglese avrà ancora un futuro in Europa dopo Brexit?

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“L’inglese sta lentamente perdendo importanza in Europa”, ha dichiarato nel maggio scorso il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker definendo al contempo una “tragedia” la decisione dei sudditi di sua Maestà di lasciare l’Unione Europea.

Durante un summit EU, qualche tempo prima, Theresa May aveva escluso che i negoziati tra le due parti potessero essere condotti in francese invece che in inglese. Nel 2019, quando la Gran Bretagna dovrebbe lasciare definitivamente il mercato unico continentale, le uniche nazioni ad utilizzarlo come lingua ufficiale saranno solamente Malta e l’Irlanda.

Le statistiche, tuttavia, restituiscono tutta un’altra storia. I numeri, messi a disposizione da Eurostat in occasione della giornata europea delle lingue, il 26 settembre, rivelano che nel 2015 (l’ultimo periodo di rilevamento) l’83.5% dei bambini delle scuole elementari era impegnato nell’apprendimento della lingua di Shakespeare.
In tutto fanno 17.5 milioni di futuri elettori.

In totale sono 19 milioni (o l’84%) i ragazzi che studiano almeno una lingua straniera nell’Unione Europa. Non solo alla scuola primaria ma in ogni ordine di insegnamento. Solamente il 5% (1 milione) ne studia più di una.
Lo 0.2% impara l’italiano.

Quanto a noi, in Italia il 95.6% dei bambini impara alle elementari almeno una lingua straniera, di solito l’inglese (nel 98.3% dei casi), mentre solamente il 3% ne apprende almeno 2.

Il Lussemburgo (83.7%) e l’Estonia (30.7%) sono i due stati più virtuosi per quanto riguarda l’insegnamento di almeno due idiomi nella prima fase scolare.

Bisognerà aspettare le prossime rilevazioni Eurostat per verificare se l’affermazione di Juncker avrà trovato riscontro nell’Europa post-Brexit, o se l’inglese continuerà ad essere la seconda lingua più diffusa nel continente. Al momento, i dati dicono questo: la popolarità dell’inglese è cresciuta nel tempo. La percentuale di giovani che si cimenta attivamente con il verbo to learn è infatti aumentata del 6% dal 2013 al 2015.