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Brexit: la May dichiara guerra a Corte di Giustizia Europea

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Brexit: la May dichiara guerra a Corte di Giustizia Europea

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Mostra i muscoli il governo di Theresa May che continua ad assicurare gli elettori di avere il coltello dalla parte del manico nel dossier Brexit. In realtà le cose appaiono leggermente diverse. La May afferma che con la Brexit il paese cesserà immediatamente di sottostare alla corte di giustizia europea, ma esponenti dell’esecutivo hanno ammesso che Londra rischierà invece di rimanere sotto il controllo diretto della Corte di Giustizia europea per diversi anni.

Qualcosa visto come fumo negli occhi dalla premier che lega la Brexit alla riconquista dell’indipendenza anche giudiziaria. “Saremo in grado di fare le nostre leggi e saranno giudici britannici ad avere l’ultima parola sulle leggi. Riprenderemo il controllo delle nostre leggi”.

Theresa may continua a sembrare in campagna elettorale. In realtà i negoziati non sono nemmeno cominciati e Bruxelles vuole discutere prima di tutto di diritti dei cittadini, del conto da pagare, e della relazione con l’Irlanda.

La May però continua: “Siamo stati chiari. Non resteremo sotto la giurisdizione della Corte Europea di Giustizia e faremo degli accordi che permettano di continuare a fare affari nel mercato comune”.

Fra il dire e il fare però, restano gli accordi che Londra ha firmato e che comunque è tenuta a rispettare prima di qualsiasi rottura con la corte di giustizia europea. Alcuni hanno proposto che la corte di riferimento per i problemi commerciali sia quella dell’EFTA, l’area di libero scambio fondata nel 1960 come alternativa mai realmente decollata al mercato unico della CEE. Anche questa però, non è altro che un’ipotesi. La corte ha detto anche che alcuni accordi non rientrano tra le competenze esclusive dell’Ue ma ricadono nella sfera degli stati nazionali e richiedono quindi un’approvazione unanime da parte dei 27, dopo un passaggio nei parlamenti nazionali e non possono essere ridiscussi unilateralmente da Londra