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Ferguson, la rivolta dei neri d'america diventa un film

Il documentario 'Whoose streets' è ora in distribuzione negli Stati Uniti, ritratto pubblico e privato di un gruppo di manifestanti

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Ferguson, la rivolta dei neri d'america diventa un film

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Un anno di lavoro sul campo, le voci dei protagonisti e l’uso di alcune immagini amatoriali; il risultato è un ritratto alternativo delle proteste di Ferguson in Missouri, quelle che seguirono l’uccisione di Michal Brown , ragazzo nero, disarmato, brutalmente ucciso dalla polizia nell’agosto del 2014; il documentario si intitola ‘Whose streets’, e ha debuttato al Sundance festival riscuotendo un grande successo tra i critici. I registi sono Sabaah Folayan and Damon Davis.

Sabaah Folayan: “L’idea era di scendere in strada e capire veramente come sono andate le cose. Lo abbiamo fatto e abbiamo capito che quello che ci raccontava la televisione era in contraddizione con ciò che constatavamo sul campo. Questo film è il tentativo di raccontare senza filtri quello che abbiamo registrato durante quelle notti di protesta”.

Dal fronte infuocato delle strade alle case degli attivisti. I due registi hanno cercato di far uscire l’aspetto privato delle vite di un gruppo di manifestanti. Con loro hanno instaurato un rapporto intimo, un legame profondo che è la forza del documentario.

Sabaah Folayan: “Sembrava che i media, a prescindere dal loro orientamento politico, prendessero alla lettera le dichiarazioni ufficiali. Per noi era ovvio mettere in discussione la loro versione perché, di fatto, c’era una parte dello Stato che investigava su se stessa, il conflitto d’interessi era chiaro e ci accorgevamo che i media si limitavano alle dichiarazioni ufficiali senza davvero indagare e chiedersi: ‘cosa vuole questa gente, cosa sta avvendendo?’ “

Il documentario ‘Whose streets’ attualmente è in distribuzione negli Stati Uniti.