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Trump e le telefonate "anti-immigrati"

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Trump e le telefonate "anti-immigrati"

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Il Washington Post ha ottenuto la trascrizione di due telefonate avvenute poco dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Una è con il presidente messicano Enrique Peña Nieto, l’altra con il presidente australiano Malcom Turnbull. In entrambe si parla di politiche di immigrazione. In quella con Pena Nieto Trump lo minaccia di tagliare i contatti se non smette di dire pubblicamente che il governo messicano non avrebbe mai pagato quel muro al confine meridionale deli Stati Uniti promesso da Trump in campagna elettorale ed apprezzato dai suoi sostenitori.

MIGUEL BARBOSA, SENATORE PRD
“Trump in quella telefonata ha sempre parlato con tanta arroganza. Talmente rude che Pena non è stato capace di resistere o di rispondere a tono. Magari chiedendo a Trump di smetterla con tutta questa insolenza nei suoi confronti”.

Turbolenta anche la conversazione con il presidente australiano Turnbull su un accordo, raggiunto dall’amministrazione Obama che imponeva agli Stati Uniti di accogliere 1.250 rifugiati da centri di detenzione australiani. Trump si lascia andare dice: “Ho fatto chiamate tutto il giorno e questa è la peggiore. Persino con Putin, conclude, è stata una telefonata piacevole”.