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Omicidio Yara: giudici d'appello confermano l'ergastolo per Massimo Bossetti

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Omicidio Yara: giudici d'appello confermano l'ergastolo per Massimo Bossetti

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Ci sono volute 15 ore di camera di consiglio ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Brescia, per confermare la condanna all’ergastolo per Massimo Bossetti, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Dalle 9.30 del mattino fino a oltre mezzanotte, prima che il presidente Enrico Fischetti si presenti in aula con il verdetto che mantiene la sentenza di primo grado. In lacrime il muratore di Mapello – in carcere da oltre tre anni – e la sua famiglia, che sperava in un’assoluzione, o almeno nella decisione dei giudici di accogliere l’istanza di ripetizione dell’esame del Dna trovato sul corpo della ragazza. La cosiddetta prova regina, contestata dalla difesa. ‘‘Questa sera abbiamo assistito alla sconfitta della giustizia’‘ hanno dichiarato gli avvocati di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, che hanno anche dato per scontato il ricorso in Cassazione.

Il caso Yara

Yara Gambirasio, tredicenne appassionata di ginnastica artistica, scompare da Brembate di Sopra (Bergamo) la sera del 26 novembre 2010, mentre ritorna dalla palestra. Il suo corpo viene ritrovato solo tre mesi dopo, nel campo di Chignolo d’Isola, a una decina di chilometri dal luogo della scomparsa. L’autopsia accerta ferite alla testa, coltellate a schiena, collo e polsi, ma nessuno di questi colpi è mortale. La giovane ginnasta muore dopo una lunga agonia.

Sui suoi indumenti intimi viene rilevata una traccia biologica, dalla quale viene estratto un DNA maschile, appartenente a quello che per i seguenti due anni verrà chiamato ‘‘Ignoto 1’‘. Partono le ricerche, con oltre 20.000 campioni di DNA analizzati nella bergamasca. Il 16 giugno 2014 la svolta: il 44enne Massimo Bossetti viene arrestato mentre si trova in un cantiere. Il suo DNA (acquisito con lo stratagemma dell’alcol test) combacia perfettamente con quello di ‘‘Ignoto 1’‘. Il muratore di Mapello nega da subito ogni coinvolgimento e non si spiega come le sue tracce biologiche siano finite sul corpo di Yara. Il 3 luglio 2015 inizia il processo contro Bossetti, unico imputato. Il 1 luglio 2016, dopo oltre 10 ore di camera di consiglio, i giudici lo condannano all’ergastolo in primo grado.