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Londra si avvia verso l'uscita dall'UE, mentre migliaia di migranti premono ai suoi confini


Stato dell’Unione

Londra si avvia verso l'uscita dall'UE, mentre migliaia di migranti premono ai suoi confini

La Brexit continua a dominare il panorama politico britannico. Benvenuti su State of The Union.

Il 13 luglio 2016 Theresa May ha preso le redini del Regno Unito per guidare il paese verso l’uscita dall’Unione europea. Ma un anno dopo non c‘è nulla da festeggiare al numero10 di Downing Street.
Il primo ministro ha perso la maggioranza assoluta dopo le elezioni parlamentari di giugno, volute decise dalla stessa Theresa May. Ebbene adesso chiede all’opposizione di seguirla per far fronte alle sfide del Paese.
Il governo britannico sembra quindi navigare in acque agitate per quanto riguarda la Brexit. E’ il caso, ad esempio della fattura da pagare da parte del Regno Unito. Stiamo parlando di decine di miliardi di euro. Le parole del ministro degli Esteri britannico su questo tema non hanno certamente calmato gli spiriti.
Boris Johnson, riferendosi ai 27 Stati membri ha dichiarato che “la cifra che ci chiedono di pagare è semplicemente esorbitante e penso che l’espressione estorsione sia appropriata”.
Questo sfogo britannico su quello che viene chiamato l’accordo finanziario ha provocato uno scontro d’armi diplomatiche con le istituzioni europee.

Mentre il Regno Unito si allontana dall’Unione europea, altri paesi vogliono aderirvi. E’ il caso dell’Ucraina. Al vertice di Kiev, l’Unione europea e le autorità ucraine hanno ratificato l’accordo di associazione. Ma gli europei chiedono al governo di raddoppiare gli sforzi per contrastare la corruzione.
In un tweet uno dei vice presidenti della Commissione europea, Valdis Dombrovskis ritiene che “ la partnership UE-Ucraina è più forte che mai, ma ci vuole una prospettiva a lungo termine e riconoscere le aspirazioni europee dell’Ucraina”.

Anche loro sperano di raggiungere l’Europa, ma per trovare uno spazio di sicurezza e prosperità. Loro, sono i numerosi migranti che tentano la pericolosa traversata del Mediterraneo per raggiungere l’Europa attraverso l’Italia. Ma il Paese non ce la fa più. Roma chiede aiuto ai suoi partner e a Frontex, l’agenzia dell’Unione europea per la sorveglianza delle frontiere esterne dell’Unione.

Un anno fa la Turchia è stata scossa da un tentativo di colpo di Stato. Dal quel momento il governo ha lanciato una serie di purghe contro la magistratura, l’ esercito, la società civile e contro i giornalisti. Le autorità hanno aumentato gli arresti, le sospensioni e le detenzioni.
Questa violenta repressione è stata un duro colpo per le relazioni tra l’Unione europea e Ankara. Rapporti che erano già difficili, come spiegato Seda Gürkan, politologa presso l’Università Libera di Bruxelles. Ecco la sua risposta alla nostra corrispondente, Gulusm Alan.

E’ stata la buona notizia della settimana per la Grecia.
La Commissione europea propone di porre fine alla procedura per i disavanzi eccessivi avviata nei confronti di Atene nel 2009. Per l’istituzione si tratta di riconoscere gli sforzi del paese e girare la pagina dell’austerità. La decisione finale sarà presa, tuttavia, nelle prossime settimane dai ministri delle finanze dell’Unione europea.
 
Ed ecco il calendario della settimana:
Lunedì Bruxelles e Londra iniziano un secondo ciclo di negoziati sulla Brexit.
Lo stesso giorno i 28 ministri degli esteri si riuniscono a Bruxelles.
Mercoledì saranno i Ministri per l’Occupazione e gli affari sociali, ad incontrarsi per una riunione informale.
 
Grazie per averci seguito. Buona settimana a tutti.