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Il cinema ritrovato di Samuel Khachikian


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Il cinema ritrovato di Samuel Khachikian

La trentunesima edizione del “Cinema Ritrovato” si è tenuta dal 24 giugno al 2 luglio 2017 a Bologna, in Italia. Il festival punta soprattutto a riportare alla luce opere di autori importanti finite per un motivo o per l’altro nel dimenticatoio: gli organizzatori lo definiscono come una macchina del tempo che, in un batter d’occhio, porta lo spettatore indietro nel tempo. Durante quest’edizione, fra opere importanti nella storia del cinema e nomi come Jean Vigo, Buster Keaton, Sergei Eisenstein e Roberto Rossellini, grande spazio è stato dedicato a Samuel Khachikian. Quattro i film del regista di origini armene proiettati nel corso della rassegna, di nuovo sul grande schermo per la prima volta dopo quarant’anni: Chahrah-e-Havades (L’incrocio degli eventi- 1955), Toofan Dar Shahr-e-ma (Tempesta sulla nostra Città – 1958), Delhore (Angoscia – 1962) e Zarbat (Colpo – 1964).

Samuel Khachikian, nato nel 1923 a Tabriz da genitori armeni, è il simbolo del cinema popolare in Iran, maestro dei generi noir e thriller: è stato definito l’Hitchcock del cinema iraniano. I suoi film sono considerati una sintesi tra il cinema commerciale e quello d’essai. “Il nome di Khachikian – si legge nella descrizione data dagli organizzatori Festival – è sinonimo di horror e suspense, e i suoi film esemplificano alla perfezione le glorie e le delusioni del cinema di genere iraniano. Alcuni videro nel regista il salvatore del cinema nazionale, altri considerarono la sua opera una semplice derivazione di film occidentali”. Khachikian resta uno dei registi del cinema iraniano più importanti, grazie alla padronanza nell’uso degli elementi spazio-temporali, alla sapiente valorizzazione degli attori e al ruolo fondamentale che svolse introducendo il concetto stesso di regia nel cinema nazionale.

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