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La liberazione di Mosul di fatto capitale irachena del sedicente stato islamico, è questione di giorni, dicono gli americani. La moschea Al Nuri da cui venne proclamata nel 2014 la nascita dell’Isil, nella città vecchia, è stata riconquistata questo giovedì; Al- Baghdadi, il leader dei terroristi islamisti, è stato ucciso, comunica un rappresentante dell’ayatollah Ali Khamenei.“Stiamo assistendo alla fine del falso Stato di Daesh (Isis) e la liberazione di Mosul lo prova”. Ha scritto su Twitter il primo ministro iracheno Haidar al Abadi dopo che le truppe governative hanno raggiunto le rovine della Moschea Al Nuri.
Del centro di culto costruito 840 anni fa sono rimasti monconi. Il terreno intorno è minato. Resta da riconquistare metà del centro storico medievale, trasformato dai jihadisti in un dedalo di tunnel e cunicoli. Tutta la città dopo otto mesi di assedio è allo stremo. 900mila persone, circa la metà di quelle che popolavano Mosul prima della guerra, sono fuggite via destinate a campi profughi o case di amici, parenti. Chi è rimasto a Mosul vive nella guerriglia, con penuria di ogni genere di rifornimento, tra le rovine di quella che era una grande città. I terroristi restano asserragliati sulle rive del Tigri con 50mila civili come scudi umani in ostaggio.