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Unioni gay, passo indietro della Merkel?


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Unioni gay, passo indietro della Merkel?

In Germania la controversia sulle unioni gay rischia di costare carissima ad Angela Merkel. Dopo 12 anni di cancellierato ed una fama di grande stratega, la donna forte della politica tedesca, rischia di scivolare sulla classica buccia di banana. Impegnata in una campagna elettorale contro la Spd, la Merkel ha dichiarato che il voto per la legge sulle unioni gay avrebbe dovuto essere un voto di coscienza.

Apriti cielo i media si buttano a capofitto su quella che viene definita un’apertura storica della Merkel. GLi alleati della CSU, a destra, dichiarano che non se ne parla nemmeno e ripetono la propria contrarietà. La merkel cerca di fare un mezzo passo indietro affermando che questa fretta di votare è triste e inopportuna.

Dal canto suo la SPD, spaventata dai sondaggi che la danno attorno al 24%, fa sapere di voler far approvare immediatamente al Bundestag (alla fine di questa settimana scatta la pausa estiva) una legge per equiparare le unioni di fatto al matrimonio. Il voto ci sarà questo venerdì, e la Merkel si potrebbe trovare nella paradossale situazione di aver bisogno dei voti degli avversari socialdemocratici che possano sostituire quelli, contrari, dei suoi alleati , la CSU.

Le associazioni per i diritti dei gay non possono fare altro che stare alla finestra e guardare, loro malgrado trascinati in questa querelle politica che potrebbe provocare un terremoto in parlamento.