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Usa: Repubblicani spaccati sulla riforma sanitaria, voto rimandato al 4 luglio

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Usa: Repubblicani spaccati sulla riforma sanitaria, voto rimandato al 4 luglio

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Dura poco la gioia di Trump per l’ok, parziale, della Corte Suprema al cosiddetto “Muslim ban”. A fargli dormire sonni agitati è ancora una volta la riforma della Sanità, o per meglio dire, le divisioni interne al partito repubblicano sulla legge che dovrebbe sostituire l’Obama care. Nel difficile tentativo di mettere tutti d’accordo, il voto definitivo in Senato è stato rimandato a dopo il 4 luglio.

Per il repubblicano MITCH MCCONNELL: “La situazione è semplicemente insostenibile. Si risolverà in due modi possibili: o i repubblicani troveranno un accordo o i mercati continueranno a collassare , quinid ci siederemo al tavolo con i democratici…ma ho il sospetto che nessun negoziato con loro includerebbe le riforme che noi abbiamo intenzione di portare avanti, sia sul fronte del mercato sia su quello sanitario”.

La destra è spaccata: da una parte chi ritiene la legge troppo mercatista, dall’altra chi pensa lo sia troppo poco, a scapito dei poveri e dei malati. Il partito democratico, da sempre contrario alla riforma Trump, ringrazia: “Sono queste facce il costo umano che Trump vuol far pagare al nostro Paese, alla nostra cittadinanza e al popolo americano” afferma il senatore democratico Charles Schumer iontervenuto a una manifestazione contro la riforma sanitaria di Trump.

Secondo un recente rapporto del Congressional Budget Office, organo tecnico indipendente, la riforma disegnata dall’amministrazione Trump lascerebbe 22 milioni di americani senza assistenza medica., ma non è detto che dopo il 4 luglio tra repubblicani moderati e ultra liberisti si trovi una quadra.