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Politiche francesi: le scuse dei perdenti


Francia

Politiche francesi: le scuse dei perdenti

A ogni elezione i perdenti tentano di presentare il risultato in modo positivo. Per i Repubblicani, che avevano cominciato l’anno elettorale con la certezza di avere in tasca l’Eliseo, il successo significa ora essere il primo partito d’opposizione.

Dice il leader della destra gaullista François Baroin :

Malgrado la nostra eliminazione al primo turno delle presidenziali la campagna intensa che abbiamo condotto, circoscrizione per circoscrizione, ha permesso la costituzione di un gruppo abbastanza grande da far valere i nostri principi e le nostre convinzioni.

Per i socialisti nessun premio di consolazione. L’esercito socialista è in rotta. Al primo segretario Jean-Christophe Cambadelis non resta che riconoscerlo, presentare le dimissioni e ammettere che sarà necessaria una rifondazione totale del partito:

La sconfitta della sinistra è inevitabile, la disfatta del partito socialista senza appello

Jean-Luc Mélenchon , leader della Francia ribelle , partito alla sinistra del PS, si rivolge agli astensionisti, attualmente il più grande serbatoio di voti in Francia:

Con questa elezione il nostro popolo è entrato in una sorta di sciopero generale civile. E avverto il nuovo potere che neanche un metro del diritto sociale verrà ceduto senza lottare.

All’altro estremo, il Fronte Nazionale, applaude per l’elezione all’Assemblea nazionale della sua leader Marine Le Pen . Che però aveva perso il ballottaggio con Macron. Ma questo, i simpatizzanti dell’estrema destra sembrano averlo già dimenticato.