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Bruxelles chiede trasparenza sui risultati del referendum in Turchia


Redazione di Bruxelles

Bruxelles chiede trasparenza sui risultati del referendum in Turchia

I risultati del referendum turco di domenica gettano un’ombra sulle già fragili relazioni tra Bruxelles ed Ankara. Martedi la Commissione europea ha chiesto alla Turchia di indagare sulle presunte irregolarità elettorali che, secondo gli osservatori internazionali, avrebbero potuto modificare gli esiti finali:
“Chiediamo alle autorità turche- ha affermato Margaritis Schinas, portavoce dell’esecutivo europeo – di valutare con molta attenzione i prossimi passi e cercare il più ampio consenso nazionale nell’attuazione dei risultati del referendum.”
La riforma costituzionale votata permetterà di estendere notevolemente i poteri del presidente Erdogan, che ha già affermato voler indire un altro referendum per reintrodurre la pena di morte. Un evento, questo, che chiuderebbe per sempre alla Turchia le porte dell’ Unione europea.
“Non solo si tratta di una linea rossa- ha continuato Margaritis Schinas- ma è la più rossa delle linee rosse. Il nostro è un rifiuto inequivocabile della pena di morte, è uno dei pilastri fondamentali dell’acquis dell’Unione europea, dei nostri principi, e di ciò che l’Europa simboleggia nel mondo di oggi.”
Eppure, proprio dalla comunità turca in Belgio è arrivato il maggior sostegno al presidente Erdogan in Europa. I dati mostrano che il 75 per centro degli aventi diritto ha votato a favore della riforma costituzionale.
“Sono contento, è magnifico – afferma un venditore turco in un quartiere di Bruxelles-. Ovviamente l’Europa e i media sono alla ricerca di una pecora nera, ma noi sappiamo cosa il presidente è in grado di fare. Non credo che diventerà un dittatore, l’unica cosa che fa è difendere gli interessi del paese”.
Ma è la comunità turca in Libano ad aver maggiormente sostenuto il presidente, con un consenso del 94%.

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Redazione di Bruxelles

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