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La Turchia al voto per cambiare la Costituzione


Turchia

La Turchia al voto per cambiare la Costituzione

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan spera di rimanere al vertice dello Stato ancora a lungo. In questo senso va infatti al riforma costituzionale che verrà sottoposta a referendum questa domenica.
E che mira a istituire una repubblica presidenziale.

Per il presidente, i cambiamenti sono necessari per dare una forte stabilità politica alla Turchia.

In realtà l’opposizione teme che le riforme portino a una deriva autoritaristica del Paese.

Tra i punti più controversi della riforma: il presidente diventa anche capo dell’esecutivo, può legiferare per decreto, sciogliere le camere, i poteri del parlamento invece vengono limitati.

Dopo le prime settimane di campagna elettorale in cui era considerato in difficoltà, il fronte del sì ha riconquistato terreno.

L’opposizione ha denunciato una sovraesposizione mediatica del partito del presidente.

Ahmet Kasim Han, analista politico:

‘La vittoria del no significa che tutto resta così com‘è e senza ombra di smentita possiamo affermare che il presidente continuerà a governare il Paese come ha fatto finora”.

Il referendum si svolge in un clima di alta tensione, dovuto agli attentati di matrice fondamentalista messi a segno nel Paese da militati dell’Isil e altri rivendicati da militati curdi.

Dopo il fallito colpo di Stato del giugno scorso è stato inoltre decretato lo stato d’emergenza e oltre 100 mila tra funzionari pubblici e giornalisti sono stati rimossi dalla propria funzione e arrestati.

Per Erdogan il referendum è un test politico:

“Che cosa dicono coloro che sono contrari alle modifiche costituzionali? Se sostengono che la Turchia sia governata meglio oggi sostengono di essere a favore di colpi di stato, coalizioni, crisi e caos”.

Erdogan, 73 anni,è stato eletto come premier per la prima volta nel 2002 e da allora è rimasto sempre al vertice del Paese. La riforma costituzionale gli permetterebbe di fatto di essere presidente fino al 2029.

In Turchia intanto sono giunti i voti dei turchi residenti all’estero, che hanno potuto votare fino a domenica scorsa, e che sono andati a votare in massa.
Secondo gli analisti il voto all’estero potrebbe contribuire a far vincere Erdogan.