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GBU-43: "la madre di tutte le bombe", cosa c'è da sapere


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GBU-43: "la madre di tutte le bombe", cosa c'è da sapere

Giovedì 13 aprile, gli Stati Uniti hanno utilizzato la bomba non nucleare più potente nell’arsenale militare americano per colpire un complesso di tunnel dell’Isis in Afghanistan.

E’ la prima volta che l’ordigno, sviluppato nel 2003, meglio noto con l’acronimo di MOAB (Mother of all bombs), viene utilizzato.

E’ lunga nove metri ed ha un peso vicino alle dieci tonnellate. Il raggio d’effetto è di oltre 1 chilometro.

USA-AFGHANISTAN/BOMB

L’ordigno che è stato sganciato nella provincia afgana di Nangarhar, vicino al confine com il Pakistan, è stato trasportato su aereo da cargo del tipo MC-130.

Secondo il sito specializzato in informazione militare Deagle , di esemplari di GBU 43, ne sono stati creati in tutto 20. Il costo complessivo per fabbicare ciascun ordigno, si aggira intorno ai 15 milioni di euro.

Il portavoce della Casa Bianca Spicer ha riferito che la bomba che ha provocato la morte di 36 miliziani, ha colpito un sistema di tunnels utilizzati dal Califfato che permetteva il dislocamento di armi e uomini.

Spicer ha aggiunto che l’operazione fa parte della missione americana nella regione: “Gli Stati Uniti prendono la lotta all’Isis in modo molto serio”, ha detto il potravoce di Trump che ha continuato:“al fine di sconfiggere il gruppo, dobbiamo sottrarre spazio alle operazioni, cosa che abbiamo fatto”.

Il generale John W. Nicholson che comanda le forze americane in Afghanistan ha dichiarato che, l’uso di tunnels e di bunker è diventtao necessario da parte dell’Isis, in seguito alle recenti sconfitte e perdita di controllo da parte del gruppo.

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