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Pubblicità accanto a filmati estremisti, Google si scusa


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Pubblicità accanto a filmati estremisti, Google si scusa

Il programmatic advertising, ossia la pubblicità computerizzata, mostra i propri limiti e anche i pericoli. I contenuti “controversi”, apparsi accanto a pubblicità di numerose aziende, in particolare britanniche, soprattutto su Youtube, hanno spinto il presidente di Google Europa a scusarsi.

“Vorrei presentare le mie scuse ai nostri partner e inserzionisti che hanno visto comparire le loro pubblicità accanto a contenuti controversi”, ha affermato Matt Brittin. “Prendiamo molto sul serio le nostre responsabilità su questi fatti”.

Brittin ha anche ripetuto che Google migliorerà i propri criteri di politica pubblicitaria e investirà di più per reagire più velocemente quando un contenuto estremista viene segnalato dagli utenti.

Una serie di imprese, quali le quali Marks&Spencer, McDonald’s UK, Lloyds, Havas UK, le banche RBS e HSBC, e anche il governo britannico hanno sospeso le proprie pubblicità sui siti appartenenti a Google dopo che il Times ha svelato che quelle di centinaia di società, università e organizzazioni benefiche apparivano su YouTube accanto a filmati di simpatizzanti di gruppi terroristici come l’Isil, a messaggi antisemiti e di odio o che difendevano lo stupro.

Il programmatic advertising si basa su algoritmi e analisi dei “big data” per proporre la migliore pubblicità alla persona giusta, al momento giusto. Negli ultimi anni ha registrato un aumento notevole, fino a rappresentare l’80% della pubblicità display. Google e Facebook hanno praticamente il duopolio dell’intero mercato pubblicitario digitale.

Il controllo umano potrebbe servire a evitare casi come quelli riportati dal Times, suggerisce il quotidiano britannico The Guardian. A Google servirebbe assumere 50.000 dipendenti con il compito di guardare filmati per otto ore al giorno.

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