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Fillon, Le Pen, Macron e i guai con la giustizia


Francia

Fillon, Le Pen, Macron e i guai con la giustizia

La campagna elettorale per le presidenziali francesi sempre più scandita dagli scandali e delle inchieste sui principali candidati. Il leader della destra François Fillon, formalmente indagato per malversazione di fondi pubblici, è stato interrogato sulle retribuzioni ricevute dai figli e dalla moglie Penelope in particolare per lavori – è questo il sospetto – mai realmente svolti.

Fillon è stato sentito dai giudici martedì mattina, con un giorno d’anticipo rispetto alla convocazione ufficiale. Una modifica fatta su sua espressa richiesta per evitare la presenza della stampa. Durante l’audizione non ha risposto alle domande dei giudici e si è limitato a leggere una dichiarazione scritta nella quale ha sollevato la questione della divisione dei poteri.

A destra della destra, la strategia della leader del Front National Marine Le Pen è quella di ignorare le ingiunzioni dei giudici a presentarsi nel quadro delle indagini preliminari a suo carico per impego fittizio di un assistente del partito nazionalista al Parlamento Europeo. E ora un nuovo grattacapo per Le Pen, figlia e padre, interessati da due differenti procedure avviate dal fisco riguardanti la sottovalutazione del patrimonio immobiliare di famiglia.

Se la destra e i nazionalisti sono costretti a passare più tempo con gli avvocati che con i consiglieri per affinare i programmi elettorali, anche il candidato indipendente Emmanuelle Macron fa parlare di sè per un’indagine della giustizia. Nel due mila sei, da Ministro dell’Economia, presenziò a Las Vegas ad un evento costato quasi 400.000 euro e affidato senza gara d’appalto.