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Corea del Sud: nuove manifestazioni dopo la destituzione della presidente Park Geun-hye


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Corea del Sud: nuove manifestazioni dopo la destituzione della presidente Park Geun-hye

Ancora manifestazioni a Seul dopo che la Corte costituzionale ha ratificato l’impeachment della presidente
Park Geun-hye. Alla capo di Stato sudcoreana sono stati tolti tutti i poteri dopo essere stata giudicata colpevole di corruzione. Una parte del Paese contesta la sentenza, l’altra la approva. Migliaia di persone, divise da una barriera antisfondamento, sono scese in piazza: contro i giudici da un lato, in favore
dall’altro.

La classe politica intanto pensa al dopo Park, per evitare che la Corea del Sud sprofondi nel caos.

“Siamo in una situazione molto grave – ha dichiarato Kim Yong-Deok, a capo della commissione elettorale – Dobbiamo eleggere il prossimo presidente entro il 9 maggio, al più tardi. Preoccupa che gli scontri visti finora possano aggravarsi a causa delle elezioni o che il clima preelettorale possa surriscaldarsi”.

Venerdì, dopo la lettura del verdetto della Corte Costituzionale, nella capitale erano stati schierati più di ventimila agenti delle forze dell’ordine. Questo non ha impedito violenti scontri tra i sostenitori della presidente e la polizia. Tre uomini sono morti mentre decine sono rimasti feriti. Per i giudici, Park ha concesso l’accesso a documenti riservati alla sua consigliera privata Choi Soon-sil. Le due hanno anche esercitato pressione su aziende sudcoreane perché versassero denaro (circa 70 milioni di dollari in totale) a due fondazioni riconducibili proprio alla ‘sciamana’.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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