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"Mai parlato di politica coi russi". Il segretario alla Giustizia Usa respinge le accuse, ma è polemica


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"Mai parlato di politica coi russi". Il segretario alla Giustizia Usa respinge le accuse, ma è polemica

Nega di aver mai discusso di questioni politiche con diplomatici russi Jeff Sessions, ministro della Giustizia statunitense, finito nello scandalo dopo la scoperta dei contatti intrattenuti con l’ambasciatore Sergei Kislyak.

La portavoce democratica al Congresso Pelosi ne chiede le dimissioni per aver mentito sotto giuramento, mentre alcuni esponenti repubblicani hanno chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta.

L’interessato dal canto suo nega imbarazzato.

“Non ho mai incontrato alcun russo per discutere di campagne politiche, e queste accuse mi risultano incredibili e false. Non ho altro da aggiungere in merito”:

Lo stesso ministero della Giustizia ha confermato che Sessions vide a giugno e a settembre scorsi, l’ambasciatore di Mosca, lo stesso con cui era in contatto l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, anche lui per questo costretto a dimettersi.

Caute reazioni da Mosca. Il Cremlino ha definito le polemiche “un affare interno” agli Usa, e le ha bollate come un tentativo di fermare il dialogo.

La portavoce del ministro degli Esteri russo:

“Quello che sta accadendo in Occidente, in particolare sui media statunitensi appare una sorta di vandalismo, di vandalismo mediatico”.

Su Sessions, senatore dell’Alabama e fedelissimo di Trump dalla prima ora, le polemiche non sono mai mancate. Ultime in ordine di tempo quelle sulla sua sospetta vicinanza al Ku Klux Klan.