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Il caso Théo, licei bloccati, fermi e scontri a Parigi


Francia

Il caso Théo, licei bloccati, fermi e scontri a Parigi

Cassonetti incendiati, lancio di oggetti contro gli agenti. Tornano ad infiammarsi le banlieue parigine, dopo il caso del giovane Théo aggredito e violentato con un manganello durante un fermo a inizio febbraio. Dopo la rabbia dei residenti, a scendere in piazza sono stati gli studenti di 12 licei con una manifestazione non autorizzata cui hanno partecipato circa duemila persone. Almeno i 8 fermati.

“La parola vendetta è un po’ troppo” dice uno studente. “Noi vogliamo solo giustizia per Théo, come per molte altre persone, che nella periferia della cittá, vengono minacciate e attaccate tutti i giorni dalla polizia e che hanno bisogno del sostegno dei parigini”.

A indire il corteo è stato il Movimento inter-lotte indipendente “Mili”, un gruppo studentesco di sinistra nato nel 2013 per protestare contro la deportazione della giovane rom Leonarda. Le proteste arrivano a due mesi dalle elezioni presidenziali francesi, un un clima definito teso nel Paese, e con i sondaggi che danno quasi certo il passaggio al secondo turno di Marine Le Pen, la leader del partito di estrema destra “Front National”.