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Reddito di cittadinanza: sperimentato in molti Paesi


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Reddito di cittadinanza: sperimentato in molti Paesi

Otto Paesi nel mondo hanno provato a introdurre il reddito di cittadinanza, con esito diverso.

In Italia a proporre la misura per primo il M5s.

In Francia il candidato socialista Benoit Hamon lo ha introdotto nel suo programma elettorale.

E intanto in Europa, il primo paese a sperimentarlo è la Finlandia. Il progetto è iniziato il 1 gennaio di quest’anno.

Il test è fatto su un campione di 2000 disoccupati d’età compresa tra i 25 e i 58 anni, che riceveranno 560 euro al mese.
Tutti continueranno a percepire l’indennità per l’affitto e i rimborsi per le spese mediche ma non l’indennità di disoccupazione.

Il costo è stimato intorno ai 20 milioni di euro per due anni.

Sini,34 anni, fa parte del gruppo campione, tutti i mesi, che lavori o no, percepisce il reddito di cittadinanza.

“È un’opportunità fantastica, è come se avessi un lavoro part-time; qualsiasi cosa io faccia , questo reddito può solo aumentare e non diminuire”.

L’esperienza verrà considerata positiva se i disoccupati continueranno a cercare lavoro, in questo caso la Finlandia estenderà la misura a tutti. La semplificazione burocratica è uno dei vantaggi che porterebbe, stando a quest’analista:

Johannes Kananen, Università Helsingfors:

“Al momento, ci sono più di un centinaio di accordi previdenziali, perché non pensare di sostituirli con uno solo. Sarebbe più semplice e si sarebbe liberi di scegliere autonomamente cosa fare della propria vita”.

È l’idea, tra l’altro, che ha portato il socialista Benoit Hamon a prevalere sugli altri candidati alle primarie del partito socialista francese per le presidenziali di maggio.

Benoit Hamon vorrebbe aumentare del 10% il reddito di solidarità, che già esiste e che è riservato a coloro che non hanno più diritto alla disoccupazione.
Costo 45 miliardi di euro.
Vorrebbe poi introdurre un reddito universale di 750 euro per i giovani d’età compresa tra i 18 e i 25 anni. Misura che verrebbe poi estesa a tutti.

In totale la misura costerebbe 350 miliardi all’anno.
Benoit Hamon ha proposto anche la ricetta finaziaria che permetterebbe alla Francia di finanziare il progetto. Una misura che lui immagina di lungo termine e che dovrebbe comportare un cambiamento di mentalità.

Cosa non facile da ottenere e proprio su questo scoglio si è infranto il progetto in Svizzera, dove è stato respinto con un referendum l’anno scorso.
ll reddito di base, secondo la proposta, avrebbe dovuto essere incondizionato e non tassato e avrebbe dovuto sostituire i vari strumenti di welfare in vigore.