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Apologia del mondo delle Muse


musica

Apologia del mondo delle Muse

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Christophe Rousset, apprezzato clavicembalista, fondatore e direttore d’orchestra de Les Talens Lyriques, afferma con vigore la necessità più che mai della dimensione artistica nella vita dell’uomo contemporaneo.

“A mio avviso l’uomo di oggi sta ormai regredendo allo stato bestiale. Per questo è fondamentale appellarsi al mondo delle Muse, ossia, il mondo della spiritualità; non è nulla di nuovo, praticamente risale alle origini dell’umanità. L’uomo è stato in grado di cantare, di fare musica con pietre e pezzi di legno; di danzare, e di esprimersi in maniera poetica. Si tratta dunque di non perdere di vista tutto ciò, di non restare passivi né di accontentarsi di quel che ci propinano i mass media, di non farci intontire o abbrutire dal flusso ininterrotto delle notizie televisive.

“Si tratta di restare se stessi, esigenti nei riguardi della propria natura umana, e di chiedersi: “In quale campo ho voglia di saperne di più? Cosa stimola la mia fantasia e la mia intelligenza?’ Poiché siamo tutti dotati di questo dono, oguno di noi è intelligente, e intelligenza significa ‘leggere attraverso’. Per cui, cosa può arricchirmi? cosa può far sì che io possa diventare più intelligente, più attento all’Altro con la A maiuscola, al mondo che mi circonda?

“È per questo che secondo me andare a teatro, all’opera, assistere a come un’orchestra e un direttore possano far rivivere la musica… parlo naturalmente di musica dal vivo, non registrata; di andare all’opera, che è un gesto forte che fa sì che la nostra arte continui a vivere. E poi, significa comprendere una regia, attraverso la propria intelligenza, e dunque sentirsi forse un po’ più intelligenti alla fine dello spettacolo. Trovo questo molto importante: di creare delle ‘risonanze interiori’, dentro di noi che siamo esseri umani, e che abbiamo, tutti, la possibilità di accedere al ‘mondo delle Muse’.

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