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Europa: il Trattato di Maastricht festeggia un quarto di secolo


Paesi Bassi

Europa: il Trattato di Maastricht festeggia un quarto di secolo

Ha dato il nome al Trattato che ha gettato le fondamenta dell’Unione Europea: Maastricht, città di 120.000 abitanti nel sud dei Paesi Bassi, fra Liegi, in Belgio, e Aquisgrana, in Germania, è diventata il luogo simbolo del grande balzo verso l’integrazione europea.

È sulle rive della Mosa, fiume franco-belga-olandese, nella sede del governo provinciale del Limburgo che il Trattato sull’Unione Europea viene firmato il 7 febbraio del 1992 da dodici Stati membri dell’allora Comunità Europea.

Un progetto ambizioso vedeva la luce, pochi anni dopo la caduta del Muro di Berlino e dopo il crollo del blocco comunista. Entrerà in vigore l’anno successivo, il primo novembre del 1993.

Il presidente del consiglio europeo e primo ministro del Portogallo all’epoca, Anibal Cavaco Silva: “Oggi a Maastricht viene realizzato un nuovo passo storico dell’Europa che stiamo costruendo assieme. Il Trattato che stiamo per firmare è un progresso decisivo nel cammino verso l’Unione Europea, l’obiettivo ambizioso di un processo senza precedenti nella storia contemporanea”.

Un passo da gigante verso l’integrazione politica ed economica dell’Europa poiché i dodici Stati membri hanno dovuto cedere parti importanti della propria sovranità. Il Trattato di Maastricht prevede tre pilastri: le Comunità europee, la Politica estera e di sicurezza comune (PESC), la cooperazione di polizia e la cooperazione giudiziaria in materia penale (JAI).

Il Trattato introduce la cittadinanza europea nella legislazione comunitaria, rafforza le competenze del Parlamento Europeo e crea l’Unione Economica e Monetaria che avrà come moneta l’Euro.

Diventato il simbolo di un’Europa ancora più integrata, dal suo arrivo nelle tasche dei cittadini il primo gennaio del 2002, l’Euro è sopravvissuto al turbinio della crisi nonostante le debolezze dell’Unione economica e monetaria.

Oggi nuove tensioni, interne ed esterne, mettono a dura prova la solidità della costruzione europea. Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker: “Coloro che pensano che sia arrivato il momento di smantellare l’Europa, di suddividerci a livello nazionale si sbagliano totalmente. Non esisteremo come singole nazioni senza l’Unione Europea”.

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