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Brasile: la guerra dei cartelli infiamma le prigioni


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Brasile: la guerra dei cartelli infiamma le prigioni

Ennesima rivolta in un carcere brasiliano anche se stavolta non si sono ripetuti i massacri delle ultime settimane. Diverse decine di detenuti sono però riusciti a fuggire. È accaduto a Bauru dove i prigionieri hanno messo fuoco alla prigione.

Quello che accade dentro gli istituti di pena brasiliani non è però soltanto provocato dal sovraffollamento. È vero che le condizioni sono spesso terribili, con situazioni al limite dell’inumano, ma la tensione che sta facendo esplodere le carceri brasiliane ha anche altri motivi.

Si tratta di una vera e propria guerra di cartelli in territori, le prigioni, fondamentali per il controllo del traffico di droga nel Paese. I cartelli anche l’appoggio esterno di organizzazioni criminali estere. In sudamerica, e soprattutto in Brasile, è, ad esempio, molto attiva la n’drangheta calabrese. Centinaia i morti di questi mesi.

La risposta delle autorità, ad Alcazuz ad esempio, è stata solo quella di disporre dei container nel cortile della prigione per evitare nuovi scontri fra cartelli. Ma il problema, a monte, resta immutato.

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