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Francia: associazione dei magistrati contraria a grazia a Jacqueline Sauvage

Condannata a 10 anni per l'omicidio del marito dopo 47 anni di violenze, la donna è stata liberata dal Presidente della Repubblica

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Francia: associazione dei magistrati contraria a grazia a Jacqueline Sauvage

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La grazia a Jacqueline Sauvage, condannata a 10 anni per l’omicidio del marito dopo 47 anni di violenze, compreso lo stupro delle figlie, apre un dibattito in Francia.

Nel 2012, la donna uccise Norbert Marot con un fucile da caccia. Qualche ora prima, il figlio Pascal, stanco dei soprusi, si era impiccato.

L’associazione dei magistrati contesta, però, la decisione di François Hollande: “Su questo caso la giustizia si è pronunciata più volte – dice Virginie Duval, presidente dell’Unione sindacale dei magistrati – Il messaggio che passa è: ‘si bussa alla porta del Presidente della Repubblica e lui annulla le sentenze’. Non sono sicura che sia stato inviato un buon segnale”.

A chiedere aiuto al presidente erano state le tre figlie di Jacqueline, violentate fin dalla tenera età dal padre-padrone.

Alla fine, Hollande ha riconosciuto ciò che le aule di giustizia avevano rigettato: la legittima difesa in un omicidio volontario.

“Sono estremamente emozionata – dice Nathalie Tomasini, avvocato di Jacqueline Sauvage – Questa è una vittoria enorme. Si tratta di un messaggio molto forte inviato dal Presidente della Repubblica all’intera società francese”.

Il 3 dicembre del 2015 la Corte d’appello aveva confermato la pena a dieci anni di prigione. Tutti gli schieramenti politici si erano mobilitati per chiederne la liberazione, con una petizione che ha raccolto in pochi giorni più di 400mila firme.