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Un videogioco per diagnosticare la demenza


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Un videogioco per diagnosticare la demenza

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Sembrerebbe un videogioco come un altro ma ogni volta che la piccola barca è guidato al promontorio roccioso o sulla spiaggia, le informazioni che spiegano qualcosa del cervello dei giocatori sono inviate ai ricercatori. Dal suo lancio in maggio il gioco “Sea Hero Quest“https://www.theguardian.com/science/head-quarters/2016/may/19/sea-hero-quest-mobile-game-dementia-alzheimers-disease-spatial-navigation illustra sempre meglio i problemi delle demenza in età senile.

HUGO SPIERS, neuroscienziato, UNIVERSITY COLLEGE LONDON:
“I giocatori guidano la barchetta da un punto di partenza, attraversano il fiume, prendono una lanciarazzi e sparano il razzo verso il punto di partenza. C‘è il senso della direzione. Da dove vengono? Abbiamo una idea della cura con cui giocano; chi è bravo risponde a tutte le possibili 8 domande del percorso, chi invece lo trova difficile fa errori. Siamo cosi’ in grado di vedere a che punto siano le performance delle persone anziane, riusciamo a vedere come cambiano le abilità nel tempo ed è quello che ci serve. Le persone piu’ efficaci nella prova sono anche le piu’ giovani”.

La demenza brucia la memoria cosi’ chi ha inventato il gioco ha messo in campo la storia di un uomo anziano che va in giro per il mondo col figlio. All’inizio si ricorda di tutte le creature meravigliose che ha visto poi a poco a poco dimentica e il figlio dipingendole su un giornale di viaggio gli rinfresca la memoria. Il gioco fa loro ripercorre le tappe.

HUGO SPIERS: “Secondo i medici in futuro si dovrebbe poter avere uno strumento di diagnosi sulla base di questo test, cosa che rivelerà il senso dell’orientamento della persona che si è sottoposta al test. Il campione estratto dai test su 2.4 milioni di persone consentirà di misurare le abilità e il livello delle prestazioni”.

Diverse aree del cervello sono collegate da un circuito che ci serve per orientarci. Un settore crea una mappa interna. Col gioco i ricercatori hanno confermato che questa porzione di cervelo si deteriora prima a causa della demenza. Analizzare questo deterioramento con gli strumenti tradizionali tipo la TAC è costoso. Il gioco consente uno screening molto vasto.

HILARY EVANS, dirigente del settore ricerca britannico sull’ alzheimer:
“Dare la possibilità a decine di migliaia di persone di giocare a questo gioco significa accelerare la ricerca sulla demenza. La ricerca in laboratorio pretenderebbe centinaia di anni per ottenere una massa di dati cosi’ vasta. Penso che sia estremamente importante procedere con questa analisi perché in definitiva la ricerca è l’unico strumento che puo’ indicare un trattamento”.

Per gli esperti del londinese University College il gioco non è una diagnosi ma rende un pezzo dell’informazione di cui i medici hanno bisogno.

HUGO SPIERS: “Questa è una parte di diversi pezzi di informazioni di cui i medici hanno bisogno per poter fare diagnosi. E ‘il primo sintomo riferito, i pazienti con Alzheimer tendono a dire; ‘Mi sono perso, non sapevo che avrei perso il mio senso dell’orientamento’. Così sarà molto prezioso per i medici poter disporre di un sistema di misura delle capacità dei pazienti”.

L’University College di Londra sostiene che questo è il secondo più grande studio fatto in materia.

Non esiste una cura per qualsiasi tipo di demenza ma intanto ci sono circa 45 milioni di persone che nel mondo scontano questa malattia.

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