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In Bolivia manca l'acqua è stato d'emergenza


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In Bolivia manca l'acqua è stato d'emergenza

Dopo giorni di razionamento dell’acqua, il governo boliviano ha decretato lo stato d’emergenza a causa della peggiore siccità che sta colpendo il Paese da 25 anni a questa parte.

Il presidente Evo Morales si è recato in una delle dighe dove l’ente pubblico, che gestisce l’acqua, costruisce nuove canalizzazioni per fornire la capitale.

Morales ha ascoltato gli agricoltori che deviano l’acqua alla fonte per irrigare le colture e che quindi oppongono resistenza.

Ci sono stati vari momenti di tensione.

I principali bacini di approvvigionamento d’acqua della capitale sono quasi all’asciutto, quello di Ajuan Khota è ridotto all’1% delle sue capacità.

Toccate dalla siccità sono oltre 125 mila famiglie, a La Paz, le autorità non hanno avuto altra scelta che razionare l’acqua. E la scuola chiuderà in anticipo per evitare il propagarsi di malattie.

Gli abitanti di La Paz, oltre 340 mila, sono soggetti a restrizioni da settimane.
Le proteste sono iniziate da giorni, i cittadini accusano l’ente che gestisce l’acqua di corruzione e incompetenza.

Morales ha scaricato tutte le responsabilità sull’ente acque:

“Nessuno dell’ente pubblico ci aveva avvisato, non sto mentendo. Siamo comunque responsabili e mi scuso con gli abitanti di La Paz”.

Dagli anni Settanta a oggi, tra il 30 e 50% dei ghiacciai del Paese si è ritirato in seguito al cambiamento climatico.
Due dei ghiacciai che servono per l’approvvigionamento dell’acqua spariranno del tutto entro il 2030.

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