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La Corte penale internazionale è in crisi?


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La Corte penale internazionale è in crisi?

Che cos‘è la Corte penale internazionale e perché dovremmo interessarci?

Con l’annuncio della Russia che ha deciso di non ratificare lo Statuto di Roma, istitutivo della Corte penale internazionale, la Corte, che ha sede all’Aja, torna di attualità.

Nel giro di poche settimane tre stati hanno annunciato il proprio ritiro. Cosa sta succedendo?

Che cosa è la Cpi?

Il 17 luglio 1998 una Conferenza diplomatica tenutasi a Roma ha adottato lo “Statuto di Roma” con cui è stata istituita una Corte penale internazionale permanente con sede all’Aja.

La Corte è competente per giudicare e perseguire il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra.

La Corte ha una competenza complementare a quella dei singoli Stati, esercita la proprie funzioni soltanto qualora le autorità nazionali competenti non intendano o non siano in grado di perseguire tali reati.

Video della Cpi:

Lo Statuto di Roma definisce in dettaglio la giurisdizione e il funzionamento della Corte. Lo Statuto è entrato in vigore il 1º luglio 2002, una volta ratificato dal sessantesimo Stato.
Gli stati membri sono 124 ben più della metà dei 193 stati membri dell’ONU.

Origini

Le sue orgini possono farsi risalire al periodo della seconda guerra mondiale, quando vennero istituiti dei tribunali militari internazionali, la cui competenza si limitava ai crimini di guerra.

Tra gli altri, il tribunale di Norimberga ha pronunciato diverse sentenze nel corso degli anni ed è andato ampliando l’ambito di giurisdizione, che ha compreso oltre ai crimini di guerra, anche i crimini contro l’umanità e contro la pace.

Negli anni Novanta del secolo scorso, la campagna per istituire una Corte fissa fu ripresa da 300 Ong, tra cui l’italiana “Non c‘è pace senza giustizia”.

Sviluppi

L’atto finale che istituisce il tribunale è firmato a Roma nel luglio del 1998, la Corte
ha iniziato le proprie attività nel 2002 con un piccolo gruppo di quattro persone, detto ‘advanced team’ che aveva il compito di renderla operativa, per poi ampliarsi.

Il primo nucleo operativo è stato ampliato con l’elezione dei 18 giudici, la nomina del presidente Philippe Kirsch e del cancelliere Bruno Cathala, che aveva guidato l’ advanced team dall’estate del 2002, e poi con l’elezione del procuratore capo “Luis Moreno-Ocampo”, cui è succeduta Fatou Bensouda.

Chi ne fa parte
I paesi che aderiscono allo Statuto di Roma sono 124, al giugno 2016.
Altri 32 paesi hanno firmato ma non ratificato il trattato. Fra questi, Israele, Stati Uniti e Sudan hanno dichiarato di non avere intenzione di ratificarlo.

I Paesi che se ne sono andati

Il Burundi è stato il primo Paese a annunciare il proprio ritiro, nell’ottobre del 2016. La critica, secondo il Paese africano: la Corte si concentra troppo sui casi del continente nero.

Il ministro degli Esteri Alain Nyamitwe “ha dichiarato”: http://www.voanews.com/a/burundi-icc-withdrawal/3568311.html ragioni politiche spingono la Corte a occuparsi dei casi africani.

Anche il Sudafrica ha comunicato di voler abbandonare la Corte perché non la ritiene imparziale nei confronti dei Paesi africani. Già l’anno scorso il Paese aveva detto di voler abbandonare dopo che essersi rifiutato di arrestare il presidente del Sudan Omar al Bashir, che si trovava a Johannesburg in occasione di un incontro dei capi dei Paesi dell’Unione Africana e contro cui erano già stati emessi due mandati di arresto dalla Cpi.

Dopo Burindi, Sudafrica anche il Gambia ha deciso di fare un passo indietro.

Tensioni e attriti tra la Corte penale internazionale e Paesi africani non sono una cosa nuova. In passato l’Unione Africana aveva invitato i suoi membri a boicottare la Cpi.

Che cosa ha fatto finora la Corte?

La Corte ha chiuso cinque procedimenti riguardanti Kenya, Sudan (Darfur) e Repubblica Democratica del Congo. Non ci sono state condanne.

Ci sono 5 procedimenti in corso per crimini di guerra in Darfur, Uganda, Costa d’Avorio, Repubblica Centro Africana e Repubblica Democratica del Congo.

Ci sono 5 casi attualmente allo “studio della Corte”: https://www.icc-cpi.int/Pages/Situations.aspx?ln=fr e 10 casi sotto esame preliminare.

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