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"Giù le mani, Erdogan". Montano le proteste contro gli arresti in Turchia

Montano in Turchia e all’estero le proteste contro gli arresti di politici filo-curdi e stampa di opposizione.

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"Giù le mani, Erdogan". Montano le proteste contro gli arresti in Turchia

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Montano in Turchia e all’estero le proteste contro gli arresti di politici filo-curdi e stampa di opposizione. “Una vergogna davanti alla storia”, la prima pagina del quotidiano Cumurriyet, nel giorno in cui un tribunale di Istanbul ha convalidato la detenzione preventiva del suo direttore e di altre figure di spicco della testata, sospettate di legami con il clerico e nemico giurato di Erdogan, Fetullah Gulen.


In un Tweet del quotidiano d’opposizione Cumhuriyet, la folla che si è radunata per manifestare sotto la sua redazione di Istanbul

“Questo governo sta criminalizzando il giornalismo – ha accusato Baris Yarkadas, politico del partito d’opposizione CHP, alla manifestazione di solidarietà, organizzata davanti alla sede del quotidiano -. Questo governo sta imbavagliando l’informazione e sta negando ai cittadini il diritto a informarsi”.

“Giù le mani, Erdogan”. Curdi in piazza e da Colonia ad Atene

Accuse che hanno varcato i confini turchi, alimentando manifestazioni in diverse città europee. Dai 2000 in strada a Parigi, scesa in piazza insieme a Rennes, l’intimazione “Giù le mani, Erdogan” e “Non toccate il mio deputato dell’HDP” (ndr: il partito filo-curdo di cui venerdì sono stati arrestati diversi esponenti, fra cui il co-leader Selahattin Demirtas).

Il record di mobilitazione va però alla Germania, che ospita la più nutrita comunità curda d’Europa, con cortei a Colonia, Stoccarda, Brema e altre città.

“Fermate la dittatura di Erdogan”, uno degli striscioni comparsi alla manifestazione di Colonia: 6500 i partecipanti, secondo gli organizzatori

Cartelli di sostegno al partito filo-curdo HDP e al suo co-leader Demirtas, arrestato venerdì, hanno poi sfilato accanto a bandiere del PKK in Grecia, dove in circa mille sono scesi in piazza ad Atene.