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Russia: protesta contro le torture in carcere denunciate da Ildar Dadine


Federazione russa

Russia: protesta contro le torture in carcere denunciate da Ildar Dadine

Torture fisiche, come sigarette spente sulla pelle, e violenze psicologiche dietro le sbarre: lo denuncia l’attivista dell’opposizione russa Ildar Dadine che sconta una pena di due anni e mezzo. Il 34enne ha definito “insopportabili” le condizioni detentive in una lettera alla moglie pubblicata dal sito indipendente in lingua russa Meduza. Per chiedere un’indagine, una cinquanta di suoi sostenitori si sono riuniti a Mosca davanti al servizio Federale per l’esecuzione delle pene (FPS) .

“È stato condannato a due anni e mezzo di carcere solo per essere sceso per strada con uno striscione. Come se non bastasse, viene torturato. Come possiamo tollerare questo? Come può una persona civile libera tollerare questo? Non riesco a capire, è per questo che siamo qui, è per questo che sono qui”, spiega l’attivista Sergei Ozhich.

Amnesty International ha chiesto il rilascio “immediato e senza condizioni” di Ildar Dadine dopo le sue accuse “scioccanti” che si aggiungono ad altre sul “sistema di abusi e torture diffuso nel sistema carcerario russo che vuole soffocare ogni tipo di opposizione”.

Arrestato nel dicembre del 2015, Ildar Dadine è stato il primo a finire in carcere per aver “violato le norme sull’organizzazione di una manifestazione”, un reato introdotto nel 2014 nel Codice penale e punito con una pena che va dalla multa a cinque anni di carcere.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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