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Il CETA, cavallo di Troia d'Europa?


Redazione di Bruxelles

Il CETA, cavallo di Troia d'Europa?

Da settimane il parlamento della Vallonia blocca la firma dell’accordo di libero scambio tra Europa e Canada, che se da un lato dovrebbe aprire orizzonti commerciali,dall’altro pone dei dubbi sul rispetto di alcuni standard Europei.
Come afferma il portavoce del parlamento regionale, la preoccupazione è che il CETA serva per raggirare le difficoltà derivanti dalla mancata approvazione del trattato di libero scambio con gli Stati Uniti.
“Non vogliamo, e non è nemmeno la volontà dei canadesi, che i prodotti amercani transitino per delle filiali in Canada per approdare da noi in Europa, solo perchè il TTIP è ormai praticamente morto. Viste le difficoltà incontrate con il CETA, credo che il TTIP ha pochissime possibilità di vedere la luce. E quindi non vogliamo nemnmeno quello che viene chiamato un cavallo di Troia”

Il capo del governo vallone ha incontrato venerdi il ministro del Commercio canadese ma i negoziati sono falliti a causa del timore che questo accordo possa favorire le multinazionali a discapito dei diritti sociali. La piccola regione francofona belga non è pero la sola a diffidare dal CETA.
Andrà Sapir, esperto presso l’istituto Bruegel ci spiega: “Ci sono anche delle dichiarazioni ed una sentenza della corte costituzionale tedesca, che ha evidenziato una serie di reticenze simili a quelle del governo vallone. Possiamo dire che il governo vallone le esprime in ambito politico, mentre la corte costituzionale in termini giuridici”
Ed in effetti la sentenza della corte tedesca parla chiaro. L’accordo è sucettibile di una prima approvazione ma la Germania potrà in seguito disapplicarlo se considerato contrario alla sua costituzione.

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