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UE: conclusa prima giornata di vertice, no a nuove sanzioni alla Russia

Con una foto di famiglia prima del divorzio si è aperto un vertice europeo dai temi scottanti: dalle condizioni del Brexit alle relazioni con la Russia, dalla crisi dei migranti all’accordo di libero

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UE: conclusa prima giornata di vertice, no a nuove sanzioni alla Russia

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Con una foto di famiglia prima del divorzio si è aperto un vertice europeo dai temi scottanti: dalle condizioni del Brexit alle relazioni con la Russia, dalla crisi dei migranti all’accordo di libero mercato tra Europa e Canada, altrimenti detto CETA, tutto è sul tavolo al vertice di Bruxelles, che ha visto il ritorno di Theresa May, la premier britannica presente per la prima volta a un vertice europeo dopo il “sì” referendario all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

Proprio Londra, insieme a Parigi e Berlino, spingeva per nuove sanzioni contro la Russia:
“I leader hanno sottolineato ogni sorta di attività russe, dalla violazione dello spazio aereo alle campagne di disinformazione, dalla pirateria informatica all’interferenza nei processi politici di Paesi membri dell’Unione europea, e altro. Strumenti ibridi nei Balcani, gli sviluppi dell’inchiesta sul volo MH17. Visti questi esempi, è chiaro che la Russia punta a indebolire l’Unione europea”, argomentava Donald Tusk, il presidente del Consiglio europeo.

Ma l’insistenza per punire i russi, anche per il loro intervento in Siria, non è bastata a smuovere le resistenze italiane, oltre che greche e cipriote. Ed è stato poi il Presidente dell’Europarlamento a prendere atto della situazione:

“Mi pare che non ci sia spazio per nuove sanzioni, perché servirebbe l’unanimità per questo. Ma non c‘è spazio nemmeno per togliere le sanzioni attuali, e lo trovo corretto perché finché l’accordo di Minsk non sarà implementato completamente non dovremmo togliere le sanzioni”.

Non si può sanzionare la Russia per ogni crisi, ha tra l’altro detto Matteo Renzi, opponendosi alle sanzioni con cui alcuni Paesi intendevano punire Mosca per la sua azione in Siria.

Stamattina il vertice prosegue sui temi commerciali, a partire dall’accordo Europa-Canada: il CETA ha l’accordo dei 28, ma in Belgio sono i valloni a bloccarlo. Il Parlamento della Vallonia è convocato in mattinata e potrebbe sbloccare la situazione.

“Stando ad alcune fonti, gli Stati membri sono pronti a dare nuove garanzie alla Vallonia, in modo che la regione belga accetti l’accordo commerciale tra Europa e Canada. Il negoziato si svolge a livello di ambasciatori, e se ci sarà un accordo i capi di Stato e di Governo lo approveranno in giornata”.