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Niente "porte girevoli" per la petizione anti Barroso


Redazione di Bruxelles

Niente "porte girevoli" per la petizione anti Barroso

Non si arrendono i funzionari ed ex funzionari europei che mercoledì mattina non sono riusciti a consegnare la petizione anti-Barroso al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker. Secondo uno dei firmatari, Michel Vanden Avont, non si può più andare avanti così, o si alimenta l’eurofobia: “Sono anni che i funzionari della Commissione e il servizio pubblico europeo vengono criticati senza che ci sia una vera reazione. La crisi provocata dalla Brexit ha portato alla ribalta attacchi, anche menzogneri, da parte di certi partiti populisti, di certi partiti estremisti, di un certo tipo di stampa. E poi è successo il caso Barroso che è stato la goccia che fa traboccare il vaso provocando un’iniziativa di questo tipo. È in questo contesto globale che bisogna vedere l’iniziativa Barroso”.

Alle 151 mila firme raccolte dai funzionari si aggiungono le 63 mila ottenute da un’iniziativa simile promossa da una piattaforma di ong. Uno dei promotori, Daniel Freund, spiega: “Il problema riguarda il sistema, non solo il caso isolato di Barroso. Noi chiediamo una riforma più generale del codice di condotta per gli ex commissari. Chiediamo un periodo di riflessione di tre anni. E chiediamo anche una riforma del comitato etico che al momento non è indipendente. Fondamentalmente si tratta di commissari in carica che giudicano loro colleghi o ex colleghi, non si tratta di un organo indipendente in grado di giudicare su questi casi”.

Le due petizioni sono state lanciate dopo che l’ex presidente della Commissione ha accettato un incarico da consulente dalla controversa banca d’investimenti americana Goldman Sachs.

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