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Voto russo anche in Crimea. Kiev e comunità internazionale condannano

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Voto russo anche in Crimea. Kiev e comunità internazionale condannano

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Le critiche di Kiev, i dubbi della comunità internazionale e il rebus legittimità che rischia di pesare sul voto nel suo complesso

Per Putin un motivo di orgoglio e un emblema dei nuovi equilibri geopolitici; per Kiev e per la comunità internazionale una provocazione priva di legittimità. L’estensione del voto russo alla Crimea – alle urne per la prima volta dall’annessione alla Russia del marzo 2014 – porta il conflitto tra Mosca e Kiev sull’est dell’Ucraina alla ribalta di queste elezioni. Più in generale, come sottolineato da diversi osservatori, potrebbe indurre la comunità internazionale a mettere in discussione la legittimità del voto russo nel suo complesso.

La soddisfazione degli elettori: “Votare per decidere del nostro futuro

Scontata la soddisfazione a cui i votanti danno voce ai seggi. “Dal voto mi attendo i cambiamenti necessari – dice un elettore a Sebastopoli – che a tutti noi sia data la possibilità di incidere, con la nostra opinione, sul futuro del Paese”. “Abbiamo scelto il meglio – gli fa eco una donna -. Il meglio per noi, per il nostro paese e per le generazioni a venire”.

Se Kiev bolla come illegali le elezioni in Crimea, il Dipartimento di stato americano ha parlato di “voto illegittimo” di cui ha annunciato che non riconoscerà l’esito.

Nessuna obiezione, invece, da parte delle autorità ucraine, perché il voto si svolgesse nelle rappresentanze diplomatiche russe sul suo territorio.

Al loro esterno, in alcune città, militanti nazionalisti hanno tuttavia provato a impedirlo, dando vita a scontri con la polizia . “Morte alla Russia” il cartello che a Kiev ha accompagnato l’aggressione a un elettore. Tensioni anche a Odessa.

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