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Massacro a Monaco: la città si stringe attorno alle vittime

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Massacro a Monaco: la città si stringe attorno alle vittime

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Monaco di Baviera si stringe attorno alle vittime dell’eccidio di Ali Sonboly il giovane tedesco cresciuto in una famiglia di origine iraniana. Fra le vittime diverse persone cresciute in famiglie di immigrati, turche, greche e kosovare.

Il ministro degli esteri della piccola repubblica era in Baviera per esprimere le proprie condoglianze alle famiglie: “Sono venuto perché il mio Paese soffre assieme ai tedeschi in questi giorni difficili, siamo vicini alla Germania”.

Fra i morti, ammazzati dalla pistola di Sonboly, che ha sparato indiscriminatamente sulla gente nei pressi di un fast food, un giovane kosovaro, Diamant Zabergja. Il padre mostra la foto del figlio: “Aveva appena ventun’anni. Sono il padre”.

Monaco di Baviera è la terza città della Germania per grandezza, ma molti di quelli che sono venuti a deporre un fiore sul luogo della strage conoscevano personalmente qualcuna delle persone morte. L’orrore aumenta se si pensa che diversi erano ragazzini. Dice una donna: “Due ragazzi che sono stati uccisi l’altra sera, vivevano vicino a noi. Avevano appena quindici anni”.

Cinque delle nove vittime erano giovanissime, meno di 18 anni. La loro unica colpa essere al posto sbagliato al momento sbagliato.

In tantissimi hanno portato fiori e candele sui luoghi della strage, ma la polizia resta in allerta. Fra i timori degli inquirenti adesso, anche il rischio emulazione.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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